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| "Acqua pubblica, istituzioni latitanti" Di nuovo in piazza per il referendum |
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Secondo i comitati, il tradimento del referendum avviene in due modi. Primo: la manovra di agosto e la legge di stabilità di novembre incentivano le privatizzazioni dei servizi pubblici locali, in aperta antitesi con lo spirito del referendum. Per questo i comitati promotori dei quesiti hanno chiesto alla Corte costituzionale di cancellare quelle norme. Secondo: "le istituzioni stanno disattendendo il mandato popolare", che imporrebbe di ridurre le tariffe della quota di profitti garantita dalla legge Ronchi e cancellata dal referendum. "Ad oggi risulta che in tutto il territorio nazionale nessun gestore abbia applicato la nuova normativa" a parte il Comune di Napoli, il cui assessore Alberto Lucarelli è uno dei giuristi estensori del quesito referendario. E qui nasce la campagna di "obbedienza civile": obbedienza all'esito del referendum, ma visto che non lo fanno le istituzioni lo fanno direttamente i cittadini. Autonomamente. Come? Pagando le bollette successive al referendum con l'autoriduzione della quota di profitti cancellata. Il risparmio varia tra il 10 e il 20 per cento e i comitati locali metteranno a disposizione informazioni e moduli per consentire a ogni cittadino di calcolare "l'autoriduzione". Spiegano i comitati: "Lo scopo principale della campagna è ottenere l'applicazione di quello che è inequivocabilmente scaturito dai referendum. Tuttavia con la mobilitazione attiva di centinaia di migliaia (forse anche milioni) di cittadini ci proponiamo di attivare una forma diretta di democrazia dal basso". Informazioni sulla manifestazione di Roma e sulla campagna sul sito acquabenecomune.org. |
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