| Vetro e fotovoltaico:Ecco come sarà la stazione del futuro |
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Quando vedrà la luce sarà un gioiello architettonico: 385 metri di lunghezza, 9 mila metri quadrati di pannelli con celle fotovoltaiche sull’esterno della struttura.11 Novembre 2010 - Scaglie in vetro a ricoprire uno scheletro fatto di 106 archi uno diverso dall’altro. La luce che arriverà dall’esterno, il cielo che si potrà vedere anche da dieci metri sotto terra. Quattro livelli interrati, compreso un parcheggio da cento posti. In corso Inghilterra le gru posizionano un arco dietro l’altro, i carpentieri posano strutture, i muratori tirano su i piloni di quella che sarà la nuova Porta Susa. Obiettivo: inizio 2013, quando i convogli dovrebbero cominciare a circolare regolarmente. Intanto, entro la fine del prossimo anno, la struttura esterna sarà completata; almeno, così hanno garantito i tecnici di Rfi ai consiglieri della commissione Urbanistica in visita alla nuova stazione ferroviaria. Il maxi cantiere viaggia con un paio d’anni di ritardo, colpa delle lungaggini burocratiche, ma soprattutto dei contenzioni tra le Ferrovie e le aziende appaltatrici. Da qualche tempo i lavori procedono come da programma, ma negli ultimi mesi si è affacciata una nuova e insidiosa incognita: la crisi economica che ha colpito duro le imprese edili. È vero, le Ferrovie sono tra i pochi committenti a pagare puntualmente. Il problema, però, riguarda il meccanismo dei sub-appalti: ogni volta che le imprese minori incontrano ritardi nei pagamenti da parte dei committenti i lavori si bloccano. Ecco perché - con il succedersi di «stop and go» - la data di consegna della nuova Porta Susa potrebbe slittare ulteriormente, anche perché, dopo la variante per il passaggio sotto la Dora, il progetto dovrà essere nuovamente ritoccato. Il nodo è l’inchiesta sui treni diesel aperta dalla Procura. Attualmente dei 200 treni che passano da Porta Susa 40, uno su cinque, viaggia a gasolio e produce emissioni potenzialmente pericolose. I progettisti dovranno rinforzare gli impianti di aerazione, particolare che potrebbe far slittare ancora una volta la chiusura del cantiere per cui Rfi ha investito circa 60 milioni di euro. La nuova Porta Susa, una volta aperta con tutti gli spazi commerciali previsti, non sarà gestita da Grandi Stazioni, la società del gruppo che si occupa dei maggiori scali ferroviari italiani, tra cui Porta Nuova. Sarà una gara pubblica a scegliere il gestore. Fonte www.lastampa.it |



Quando vedrà la luce sarà un gioiello architettonico: 385 metri di lunghezza, 9 mila metri quadrati di pannelli con celle fotovoltaiche sull’esterno della struttura.