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Rinnovabili, "Una rivoluzione energetica silenziosa" |
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.jpg) | "The Silent Energy Revolution". Questo il titolo di un nuovo rapporto lanciato da Greenpeace. Che descrive quello che è successo nel mercato globale dell’energia degli ultimi 40 anni. E quello che potrebbe succedere nei prossimi 40 grazie alle rinnovabili |
24 Giugno 2011 - "430 GW di capacità a fonti rinnovabili installata tra il 2000 e il 2010." E’ il risultato di quella che Greenpeace International definisce la rivoluzione energetica silenziosa: ‘The Silent Energy [R]evolution’, questo il titolo del rapporto lanciato dall'ong, descrive quello che è successo nel mercato globale dell’energia degli ultimi 40 anni, e quello che potrebbe succedere nei prossimi 40 grazie alle rinnovabili. Negli ultimi dieci anni, il boom del fotovoltaico e dell’eolico ha alimentato la corsa alle fonti pulite, che sono cresciute più rapidamente di qualsiasi altra fonte energetica al punto che oltre un quarto (26%) della nuova potenza installata in questo periodo riguarda impianti a fonti rinnovabili, a fronte del 2% del nucleare. Un dato che da solo dimostra – evidenza Greenpeace - che oggi i governi possono fare una scelta semplice e chiara, rinunciando a fonti pericolose come l'atomo e il carbone e puntando sull’energia verde, non solo per salvare il clima ma anche per garantire sviluppo e occupazione. Una considerazione tanto più valida per l’Italia dove l’addio all'energia nucleare, dopo la vittoria schiacciante dei SI ai referendum del 12 e 13 giugno, impone al Governo italiano scelte responsabili in materia di politica energetica. Un’utile indicazione arriva proprio dal mondo delle rinnovabili che – come ricorda Greenpeace – nel 2009 e 2010 hanno dominato la scena (in particolare fotovoltaico ed eolico e, in minor misura, biomasse).
I prossimi anni saranno decisivi per l’affermarsi di un sistema energetico basato al 100% sulle rinnovabili entro il 2050, secondo lo scenario delineato sempre da Greenpeace, nei rapporti ‘Energy [R]evolution’. Lo scenario avanzato dell’edizione 2010, ripreso dal nuovo studio, assumendo una durata inferiore dei vecchi impianti a carbone - da 40 a 20 anni – indica parallelamente un incremento massiccio delle rinnovabili, accompagnato dall'efficienza energetica in tutti i settori compresi i trasporti, con l'affermazione sul mercato dei veicoli elettrici, e la distribuzione dell’energia elettrica grazie all’avvento delle 'smart grid'.
In questo modo, poco dopo il 2030, si potrebbe già raggiungere una quota di energia a emissioni zero del 40% a livello globale, proveniente esclusivamente da energie rinnovabili e senza includere nel computo, dunque, nucleare e carbone pulito. Per Greenpeace non esistono barriere né di tipo tecnologico né tantomeno economiche per giungere a una fornitura energetica basata sulle rinnovabili a livello globale. L’unica barriera, oggi, è quella delle politiche energetiche.
Ed è tanto più indispensabile eliminarla in quanto, come ricorda l'associazione ambientalista, il flagello della mancanza o della precarietà del lavoro, che colpisce le società occidentali contemporanee, può essere sconfitto proprio con le fonti rinnovabili. Lo scenario avanzato di Energy [R]evolution prevede infatti un aumento netto al 2030 di 8,5 milioni posti lavoro nel settore nei prossimi vent'anni.
Fonte: www.zeroemission.tv
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