.jpg) | Il 2010 è stato ancora una volta un anno positivo per le fonti alternative che hanno raggiunto quasi un quarto della produzione energetica totale. I primi cinque paesi per capacità “verde” (idroelettrico escluso) sono ora gli Stati Uniti, la Cina, la Germania, la Spagna e l’India |
13 Luglio 2011 - La recessione economica, i tagli ai sistemi d’incentivazione e i ribassi nei prezzi del gas naturale non hanno intaccato la macchina delle energie rinnovabili che, a dispetto delle numerose sfide incontrate, continua a funzionare in maniera soddisfacente.
Dopo la relazione di Bloomerg Finance e l’analisi dell’Unep, a consolidare lo sguardo sullo stato dell’arte delle fonti alternative è ora il REN21, una rete politica globale di condivisione di idee per la promozione delle eco-energie. E’ disponibile da oggi, infatti, Renewables 2011 Global Status Report con cui REN21 fornisce annualmente una prospettiva integrata sulla situazione delle rinnovabili globali attraverso le tecnologie, i mercati e i Paesi.
Il documento, prodotto da una squadra internazionale di oltre 150 ricercatori mostra i risultati raggiunti dal settore nel 2010, quando le green energy sono state in grado di fornire circa il 16% del consumo finale di energia e quasi il 20% dell’elettrica a livello mondiale. A livello dell’offerta invece, la capacità delle rinnovabili ha raggiunto quasi un quarto della produzione energetica totale.
“Le prestazioni globali delle rinnovabili, nonostante i venti contrari si sono dimostrate una costante positiva in questi tempi turbolenti”, afferma Mohamed El-Ashry, Presidente del Comitato Direttivo di REN21. “Oggi, sempre più persone ottengono energia da fonti rinnovabili man mano che la capacità continua a crescere e i prezzi a scendere”.
I PRINCIPALI DRIVER Le politiche energetiche continuano ad essere il principale motore della crescita di questo settore. All’inizio del 2011, almeno 119 paesi avevano stabilito qualche tipo di obiettivo nazionale a sostegno delle fonti alternative quasi il doppio di quelli del 2005; oltre la metà di queste nazioni sono economie in via di sviluppo.
Come ha ricordato anche l’Unep, gli investimenti hanno raggiunto la cifra record di 211 miliardi, circa un terzo in più rispetto al 2009, e oltre cinque volte l’importo investito nel 2004. E se sui grandi progetti le economie emergenti, con il traino della Cina, la fanno da padrone, per gli impianti su piccola scala e gli investimenti nel campo della R&S sono ancora le nazioni ricche a dominare il mercato, con Germania, Italia e Stati Uniti nei primi posti della classifica.
Il 2010 in sette punti:
-Le nazioni in via di sviluppo possiedono oltre la metà della potenza globale di energia rinnovabile.
-I primi cinque paesi per capacità “verde” (idroelettrico escluso) sono stati gli Stati Uniti, la Cina, la Germania, la Spagna e l’India.
-Negli USA, le energie rinnovabili rappresentano circa il 10,9% della produzione nazionale di energia primaria con un incremento del 5,6% rispetto al 2009.
-La Cina è in testa alle altre nazioni per installazione di turbine eoliche e impianti solari termici ed è stato il maggiore produttore di energia idroelettrica. Il paese ha aggiunto circa 29 GW di capacità green alla rete, per un totale di 252 GW, con un incremento del 13% rispetto al 2009.
-Le fonti rinnovabili rappresentano circa il 26% della capacità elettrica totale installata in Cina, il 18% della produzione, e più del 9% dell’approvvigionamento energetico finale.
-Il Brasile produce quasi tutto l’etanolo da canna da zucchero commercializzato a livello mondiale mondo, e ha aggiunto nuova energia idroelettrica, eolica e termica da biomasse e fonte solare.
-L’UE ha superato tutti i suoi obiettivi 2010 per eolico, fotovoltaico, solare termodinamico e cogenerazione.
Fonte: www.rinnovabili.it |