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| Per il fotovoltaico italiano in crescita del 192% |
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17 novembre 2011 - Il comparto del fotovoltaico italiano sta cambiando volto. Crescono i MW istallati, gli investimenti e il numero di imprese attive sul territorio nazionale nonostante il settore nostrano continui a soffrire la pressante concorrenza straniera, Cina in primis. A dipingere il quadro di quanto sta avvenendo sul fronte dell’energia solare nello Stivale è il convegno “Il fotovoltaico come soluzione provider per avviare in Italia un nuovo ciclo di sviluppo stabile e duraturo”. La sessione, tra gli eventi clou della Fiera milanese Enersolar ha messo in luce quanto raggiunto nello scorso anno e quali le criticità che il settore si trova oggi a dover affrontare. Incoraggianti i dati 2010 che, come ricordato da Vittorio Chiesa dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, ha visto raggiungere il traguardo di 2,1 GW istallati a livello nazionale, con una crescita del 192% rispetto al 2009. “In aumento – ha aggiunto Chiesa – anche il numero di imprese attive nel settore (+13%), che si attesta a 800, e l’occupazione: il comparto, infatti, dà oggi lavoro a 18.500 addetti (oltre 50.000 se si considera anche l’indotto)”. A confermare un trend in evoluzione è anche Davide Chiaroni dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano “Secondo le nostre stime, nel 2008 le imprese italiane del fotovoltaico erano circa 630 (senza contare gli operatori e i professionisti coinvolti nelle attività di installazione degli impianti a livello locale) e su 1,1 miliardi di euro di volume d’affari complessivo, in Italia potevamo contare su una marginalità di circa 180 milioni di euro, il 28% di quella generata da tutto il settore. Il restante 72% era appannaggio di imprese straniere, molte delle quali avevano allora solo qualche ridotta sede commerciale nel nostro Paese. Nel 2010, la marginalità assorbita dalle imprese italiane è cresciuta al 42% del totale generato (salendo al 72% se si considerano anche gli stranieri, che però hanno una sede operativa in Italia) in un mercato che è ‘esploso’. Una crescita decisamente impressionante che però può essere fragile – ha proseguito Chiaroni – Lo scenario sta cambiando, con il crollo dei prezzi del silicio e dei moduli con l’accresciuta concorrenza dei produttori asiatici. È quindi necessario stimolare il dibattito su quali sono le effettive possibilità per le imprese italiane delle fasi più ?a monte’ della filiera di crescere e svilupparsi, giocando la loro partita sul mercato globale”. |
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Alcune delle nostre principali imprese stanno da qualche tempo impiegando uomini mezzi e risorse finanziarie per raggiungere nuovi innovativi sistemi di efficienza energetica, in un momento di crisi finanziaria, in cui la ricerca sembra diventata quanto mai fondamentale. Fondamentale a tal riguardo il contributo che sta dando l'Università Italiana.








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