| Niente tagli alle rinnovabili in finanziaria |
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8 Luglio 2011 - Pericolo scampato - Alla fine Giulio Tremonti ha dovuto dire no a Roberto Calderoli e togliere dalla manovra finanziaria i due commi "ammazza rinnovabili" all'articolo 35. Quelli che prevedevano un taglio del 30% a tutti gli incentivi che gravavano sulla bolletta elettrica, compresi quelli alle energie rinnovabili. La precedente versione della finanziaria, infatti, all'articolo 35 presentavano 11 commi. Gli ultimi due erano quelli incriminati che, nella versione definitiva, sono completamente spariti. Evidentemente il governo, dopo aver già massacrato il settore delle energie rinnovabili con il taglio agli incentivi del Quarto Conto Energia, non se l'è sentita di sfidare gli industriali del settore proponendo una ulteriore decurtazione agli incentivi. Anie-Gifi: "Vogliamo stabilità" - Tanto è vero che persino il Gifi (Gruppo imprese fotovoltaiche di Confindustria), che era stata praticamente l'unica associazione di categoria ad appoggiare il ministro Paolo Romani mentre stroncava gli incentivi con il Quarto Conto Energia, oggi esprime il proprio sospiro di sollievo e dichiara di non volere altre sorprese. "Nonostante che la versione sottoposta all’attenzione del Capo dello Stato sia stata emendata di questo provvedimento - afferma Valerio Natalizia, presidente del Gifi - lo stato di preoccupazione da parte di tutti gli operatori italiani e stranieri resta altissima". Poi, guardando al futuro che non prevede più l'energia nucleare (iniziale merce di scambio tra gli industriali e il ministro Romani che aveva suggerito a Confindustria la posizione morbida dei mesi scorsi), Natalizia avverte: "Il settore delle rinnovabili ha bisogno di stabilità e sicurezza. Chiediamo al governo impegni precisi."
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Firmato da Governo e 11 Grandi Aziende un maxi accordo sull'ambiente. Tale "patto" prevede una corsia preferenziale per i finanziamenti a favore delle rinnovabili, lo stop alle produzioni inquinanti, il via libero alla valorizzazione delle eco-risorse comprese quelle dai sottoprodotti e dai rifiuti.


