| Al via il nuovo regime che disciplinera' gli incentivi al fotovoltaico |
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VERSO LA GRID PARITY Stabilità e prospettive a lungo termine, queste, spiega Romani, saranno le caratteristiche che accompagneranno, grazie al nuovo FiT, il mercato del fotovoltaico nazionale fino al raggiungimento della competitività tecnologica. ”E’ una riforma strutturale per le imprese e i cittadini, raggiunta dopo una complessa e laboriosa concertazione. Per il futuro energetico del Paese – ha aggiunto il ministro – siamo impegnati a raggiungere e superare gli obiettivi di Europa 2020. Le energie rinnovabili avranno, assieme all’efficienza energetica e alle reti intelligenti, un ruolo fondamentale nella nuova strategia energetica nazionale che presenteremo nella Conferenza Nazionale per l’Energia”. Con questo nuovo sistema – aggiunge la nota stampa rilasciata dal dicastero – il governo prevede di raggiungere la grid parity, vale a dire la competitività della tecnologia, già al 2017. IL NUOVO REGIME Il provvedimento non riporta sostanziali novità rispetto a quanto emerso nei giorni scorsi. Eliminato ogni limite alla produzione che lascia invece il posto ad sistema di regolazione automatica del livello degli incentivi in relazione alla potenza installata che entrerà a regime a partire dal 2013. “Nel periodo transitorio è previsto un decalage progressivo necessario per allineare il nostro Paese ai livelli comunitari e la salvaguardia degli investimenti in corso. Inoltre un tetto di spesa massima ed un registro tenuto dal Gse solo sui grandi impianti (superiori a 1 MW su tetto e 200 kW a terra), consentiranno di limitare i fenomeni speculativi”. Rimane ovviamente anche la distinzione tra piccoli e grandi impianti, così come le premialità aggiunte per specifiche tipologie e applicazioni fotovoltaiche: del 5% per i piccoli impianti, realizzati da comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti; di 5 centesimi di euro/kWh per gli impianti installati in sostituzione di coperture contenenti amianto; del 5% per gli impianti il cui costo di investimento per quanto riguarda i componenti diversi dal lavoro, sia per non meno del 60% riconducibile ad una produzione realizzata all’interno della Unione Europea. Inoltre a vantaggio dei consumatori e della qualità del Made in Italy, sono stati introdotti determinati requisiti di garanzia, efficienza e innovazione degli impianti, al rispetto dei quali sono previsti livelli di incentivazione più elevati. |
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Ogni abitante del nostro paese ricicla solamente due chilogrammi di elettrodomestici. Dato sensibilmente inferiore alla media europea, che vede ogni cittadino dell'Unione riciclare sette chilogrammi. 


