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| Greenpeace festeggia i suoi (primi) 40 anni |
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16 settembre 2011 - È nata a bordo di un peschereccio (il ’Phyllis Cormack’) per salvare il Pianeta dalla minaccia nucleare. Ben presto quella malandata imbarcazione colorata da strisce parallele e verticali sulla prua divenne una nave guerriera, la Raimbow Warrior, per combattere le ingiustizie ambientali ma soprattutto per fermare la caccia alle balene nei grandi e freddi mari del sud del mondo. Il 15 settembre del 1971 nasceva Greenpeace grazie all’impresa di Jim Bohlen, Irving Stowe e Paul Cote (con Bob Hunter, un giornalista). Oggi compie quarant’anni. E le tre strisce colorate si sono trasformate nell’intero spettro dell’ arcobaleno, che col tempo è divenuto il suo simbolo sfoggiato nei suoi blitz a difesa dell’ambiente. L’associazione non governativa ambientalista e pacifista è stata infatti fondata a Vancouver in piena guerra fredda da un gruppo di attivisti per opporsi ai test nucleari degli Usa in Alaska (ad Amchitka). Poi le lotte per la Terra diventano "campagne": quelle per tutelare energia e clima, foreste, mare, contro gli Ogm, inquinamento, nucleare, e per la pace e il disarmo. Gli attivisti online sono 11 milioni al mondo, oltre 2.000 le persone dello staff operativo (dislocate in 27 uffici in 41 Paesi) in, 3,5 milioni di sostenitori (di cui 53 mila in Italia). Pippo Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, che di battaglie ne ha portate avanti molte in 4 decenni di attivismo, è convinto che "la nostra missione sia quella di testimoniare e denunciare in maniera indipendente e diretta i crimini ambientali commessi dai governi e dalle multinazionali, per dare voce al Pianeta che non ne ha". Ora le navi sono diventate tre: oltre alla Raimbow warrior (presa nel 1977 e affondata a Auckland nel 1985), c’è la ’Arctic Sunrise e la Esperanza. E ora, dopo la Raimbow Warrior II (presa nel 1987), tutto è pronto per la Raimbow warrior III (pronta per ottobre. E poi la faccia giovane di Greenpeace, quarant’anni dopo, con il progetto ’New hands on deck’ in cui sono coinvolti 7 ragazzi che si richiamano allo spirito originario dei fondatori per ’rinnovarlò al contesto attuale e combattere le nuove piaghe del Pianeta, primo tra tutti la lotta ai cambiamenti climatici. Nel giorno in cui Greenpeace spegne 40 candeline, vale forse la pena ricordarne la campagna più famosa: quella per salvare le balene, che nasce nel 1975 grazie agli eroici gommoni contro le gigantesche baleniere. L’idea di questi impavidi attivisti degli oceani è semplice: posizionarsi con i gommoni tra le balene e le navi per bloccare la traiettoria degli arpioni. Le vittorie ottenute lungo la storia griffata arcobaleno sono molte come, per esempio, il trattato internazionale che protegge per 50 anni l’Antartide da esplorazioni petrolifere, la messa al bando delle spadare, la moratoria Internazionale per la caccia commerciale alle balene (del 1982), il divieto di sversamento di scorie nucleari in mare, la salvaguardia delle foreste primarie. Fonte: www.lastampa.it |
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