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| Rinnovabili, da un gruppo di associazioni ennesimo attacco all'eolico |
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“La decisione del Governo di aumentare a 23.000 MW, entro il 2016 (con 4 anni di anticipo sulle scadenze del 2020), la potenza installata fotovoltaica (secondo quanto previsto dal Quarto Conto energia, ndr) - scrivono - dovrebbe almeno scongiurare l’installazione di nuovi impianti eolici”. Nella lettera, inviata ai ministri dello Sviluppo economico, dell'Ambiente, dei Beni culturali, dell'Agricoltura, del Turismo, dell'Economia e della Coesione territoriale, proprio in previsione degli attesi provvedimenti di attuazione del dlgs 28/2011 sulle rinnovabili, e in particolare di quello che riguarderà gli incentivi alle fonti rinnovabili, si lamentano presunti danni al paesaggio “in molte zone del Mezzogiorno e delle isole”, che ora potrebbero estendersi anche “a zone naturalisticamente pregiate (e sempre meno ventose) del Centro-Nord”. Quello portato contro l’eolico è un attacco a tutto campo: si va dalla richiesta di detrarre dalla quota prevista dal Piano d’azione nazionale per le energie rinnovabili per l'eolico (12.000 MW) la quantità di potenza fotovoltaica eccedente il valore dell'obiettivo proposto nel Pan dall'Italia alla Ue per questa fonte (8.000 MW, mentre oggi siamo già a oltre 12.000 MW in esercizio secondo il contatore del Gestore Servizi Energetici); alla richiesta di una moratoria dell'installazione di impianti eolici, poiché come sostenuto anche dal Tavolo della domanda di Confindustria nella lettera al ministero dello Sviluppo economico dello scorso ottobre le fattorie del vento comporterebbero “rischi di collasso” per il sistema elettrico e “una grave debacle per il sistema industriale italiano”. Ciliegina sulla torta (si fa per dire), la richiesta di ridurre gli incentivi all'eolico per “gravare il meno possibile sulle bollette degli utenti, soprattutto in una fase di crisi economico-finanziaria”. In conclusione le associazioni chiedono di affrontare "il tema della decarbonizzazione del nostro sistema paese", partendo da un “approccio” che oltre a essere “multidisciplinare” e “concertato” sia soprattutto “scevro da ideologie preconcette”. Una richiesta, questa sì, condivisibile. |
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Il Wwf rende noto che negli ultimi 25 anni è scomparso il 10% delle foreste. Un ruolo fondamentale assumono quei paesi che hanno grandi mercati di legname. Capofila ne è l'Italia che rappresenta sul mercato europeo il primo partner commerciale per alcuni Paesi in via di sviluppo ed è il più grande mercato, in termini di importazioni specifiche, anche da aree dove la deforestazione avanza più rapidamente.








