| Greenpeace per l'Amazzonia "Ci tenete? Salvatevi la pelle" |
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Per protestare contro la deforestazione dell'Amazzonia, Greenpeace ha organizzato anche un particolare flash-mob: piazza Maggiore a Bologna si è trasformata nel set di un servizio fotografico. Protagoniste quattro modelle che hanno posato con creazioni di alta moda sostenibile della collezione “The Dryad” della stilista Mariangela Grillo. Attorno a loro gli attivisti hanno composto un enorme scenario di pannelli fotografici con le immagini di un’Amazzonia intatta, bellissima, su cui è comparso lo slogan: “Vuoi salvare l’Amazzonia? Salvati la pelle.” Nell'ottobre di due anni fa, Jbs, insieme con altre tre grandi aziende del settore zootecnico brasiliano, si era impegnato a escludere dalla propria filiera capi di bestiame provenienti da allevamenti dell'Amazzonia. Tuttavia, da maggio 2010 a maggio 2011, Jbs ha acquistato almeno mille capi di bestiame proveniente da 19 allevamenti illegali, rileva il rapporto di Greenpeace. "Gli allevatori dell'Amazzonia continuano indisturbati a vendere carne e pelle a Jbs - denuncia Chiara Campione, responsabile della Campagna Foreste di Greenpeace Italia - distruggendo progressivamente un'area già a rischio". Gli allevamenti in questione, sottolinea Greenpeace, sono illegali anche per altre due ragioni. "In primo luogo - continua Campione - occupano l'80 per cento di terre che dovrebbero essere destinate agli indigeni, confinati così nel restante 20 per cento. Inoltre, queste aziende sono tutte inserite all'interno della lista nera del ministero del Lavoro brasiliano per sfruttamento schiavile. La situazione è inaccettabile". |
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Firmato da Governo e 11 Grandi Aziende un maxi accordo sull'ambiente. Tale "patto" prevede una corsia preferenziale per i finanziamenti a favore delle rinnovabili, lo stop alle produzioni inquinanti, il via libero alla valorizzazione delle eco-risorse comprese quelle dai sottoprodotti e dai rifiuti.


