| Eco-Copenaghen, itinerari sostenibili |
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In città ci si sposta rigorosamente in bicicletta, anche d'inverno e con la neve. Si mangia nei ristoranti organici o si fa spesa nei mercatini bio in pieno centro (la città mantiene il record mondiale di consumo di prodotti alimentari organici), si dorme in eco-hotel, il trasporto pubblico è sicuramente eco-friendly. Perfino negozi, parrucchieri e le nuove birre tendono a reclamizzare e a ridurre il proprio impatto ambientale, ad esempio in fatto di emissioni CO2. Non è un caso se Copenaghen punta a diventare nel 2025 la prima capitale al mondo "Co2 neutral" ed è stata già eletta prima Bike City dalla International Cycling Union. Da non sottovalutare nemmeno gli altri obiettivi del progetto "Environment Metropolis – Our Vision 2015", fra cui quello di portare i livelli di consumo di cibo biologico da parte delle istituzioni pubbliche al 90% fra tre anni. Obiettivi non certo troppo ambiziosi considerando l'attuale livello di consapevolezza ambientale collettiva. Anche il settore del turismo, e i viaggiatori, contribuiscono alla realizzazione di questa visione, scegliendo i mezzi di spostamento giusti, gli hotel, i locali e i ristoranti "verdi". Nella scelta del luogo di pernottamento, ad esempio, si può scegliere una struttura segnalata dalle certificazioni eco-sostenibili della città: Den Grønne Nøgle, ovvero la chiave verde; Svanen, il cigno; Blomsten, il fiore. Questi simboli indicano che la struttura si impegna a minimizzare l'impatto sull'ambiente. Gli eco-itinerari possibili, non solo a Copenaghen ma in tutto il Paese (la cui mappa è puntellata più di impianti eolici che quasi di centri abitati), contemplano anche visite a insediamenti urbani a impatto zero o a siti di produzione di energia alternativa, venerate in alcuni casi al pari di moderne installazioni di land art. Chiedetelo ai soci della cooperativa Middelgrunden Wind Turbine, alcuni sono dei comuni cittadini, proprietari di un impianto eolico off shore di fronte a Copenaghen nello stretto tra il mar Baltico e il Kattegat, paragonato a una vera e propria "opera d'arte". Il sito può essere visitato in battello da studenti, esperti e da tutti coloro che abbiano voglia di imparare qualcosa di più sulla produzione di questo tipo di energia rinnovabile. Ci sono poi alcuni villaggi, come quello di Dyssekilde, che realizzano – in piccolo – l'utopia del vivere sostenibile a 360 gradi, senza tralasciare nulla. In questo insediamento, a 60 chilometri da Copenaghen e vicino a Torup, la quotidianità è in perfetta armonia con la natura. Durante le visite guidate si può ammirare il "jord-dome", un edificio realizzato in base all'asse di rotazione della Terra, con una copertura di terra che funziona da riserva di calore. Sono da scoprire anche i laboratori, il forno bio, le imprese alternative degli abitanti di questa comunità che conta circa 300 persone. Le abitazioni sono costruite con materiali il più possibile naturali o riciclati. I sistemi di riscaldamento sfruttano stufe compatte a pellet costruite con pietre e mattoni che attraverso un sistema di canali sotto il pavimento irradiano il calore. Si raccolgono oltre 20 tipi di materiali differenziati.
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