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Giornata oceani: habitat minacciato, ultimo anno nero |
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 | Tra i nemici degli ecosistemi marini, pesca eccessiva, turismo, inquinamento |
7 Giugno 2011 - Dopo il disastro del Golfo del Messico e le fuoriuscite radioattive in mare di Fukushima, l'edizione 2011 della giornata mondiale degli oceani dell'8 giugno dovrà fare i conti con le nuove sfide per uno sviluppo sostenibile del Pianeta. "Guardando indietro agli ultimi dodici mesi dell'anno, non si può dire che sia stato un bel periodo per gli oceani" afferma Julia Marton-Lefevre, direttore generale dell'Unione mondiale per la conservazione della natura. La marea nera e l'incidente nucleare giapponese "ci ricordano - spiega il direttore dell'Iucn - quali siano le minacce di grande scala per gli oceani, ma anche tragicamente, per le comunità che abitano nelle vicinanze". Fra le minacce più rilevanti per gli ecosistemi marini, l'ultima nota è quella dell'acidificazione degli oceani. Quest'ultimo fenomeno secondo Marton-Lefevre "sta avanzando ad un ritmo allarmante, 100 volte più veloce rispetto a quello naturale". Ecco allora un quadro dei principali nemici degli oceani:
- PESCA ECCESSIVA: Secondo i dati del Wwf internazionale, il 76% degli stock di pesce del mondo sono già sfruttati al massimo della capacità o sovrasfruttati. E ogni anno miliardi di pesce catturato accidentalmente, insieme ad altri animali come delfini, tartarguhe marine, squali e coralli, muore per pratiche di pesca inefficienti o illegali. Secondo il dossier Fish Dependence Day, presentato da Nef (New Economics Foundation) e Ocean2012, il 30 aprile abbiamo mangiato l'ultimo pesce italiano, esaurita tutta la quota 2011, e da allora l'Italia dipende dal pescato proveniente da altri mari. Per la media dell'Unione europea, il giorno della dipendenza da mari extra-Ue invece è il 2 luglio.
- TURISMO E SVILUPPO COSTIERO: Il 60% della popolazione mondiale abita nel raggio di 60 km dalla costa. Inoltre, l'80% del turismo interessa aree costiere, con spiagge e barriere coralline come destinazioni più gettonate. De 220 milioni di turisti annuali nella regione del Mediterraneo, oltre 100 vanno al mare. In meno di 20 anni, ci si aspetta che il numero annumale di turisti che visiteranno quest'area arrivi a quota 350 milioni.
- TRASPORTI COMMERCIALI: Oltre il 90% di tutti gli scambi commerciali fra i paesi avvengono via mare, con rischi di fuoriuscite di carburante, contaminazione di nuove specie contenute nelle acque di zavorra, o di sostanze chimiche delle vernici. Circa 50mila navi mercantili solcano gli oceani del globo.
- INQUINAMENTO: Oltre l'80% dell'inquinamento marino deriva da attività terrestri, dalle buste di plastica e immondizia di vario genere ai pesticidi, scarichi delle fogne.
- CAMBIAMENTI CLIMATICI: Il fenomeno genera un rialzo delle temperature dei mari, scioglimento dei ghiacci, sbiancamento dei coralli, eventi estremi, innalzamento dei livelli del mare, acidificazione degli oceani.
- IMPIANTI OFFSHORE: Trivellazioni e ricerche di carburanti fossili, piattaforme petrolifere e di gas sono una minaccia costante e il disastro del Golfo del Messico ha acceso un campanello d'allarme. Anche la progressiva diffusione delle turbine eoliche, sempre più al largo e in acque profonde, andrà gestita in maniera da avere un impatto minimo sull'ecosistema marino.
Fonte: www.ansa.it
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