| Un progetto straordinario per far rinascere il Sahara |
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Sahara Forest Project: il progetto consiste nel combinare due nuove tecnologie, le centrali solari a concentrazione e le serre irrigate con acqua del mare, in modo da produrre energia rinnovabile, acqua e cibo nell’area desertica più calda del pianetadi Giuseppe Gazzillo 15 settembre 2008 - Si può immaginare di essere in grado di produrre abbastanza acqua da rendere il Sahara coltivabile? Si può immaginare di produrre abbastanza energia solare da soddisfare il fabbisogno delle citta’ dell’Africa e dell’Europa? Si può immaginare di produrre bio-combustibili sostenibili, che non incidano sul fabbisogno mondiale di cibo? Charlie Paton, Michael Pawlyn e Bill Watts lo hanno fatto e hanno immaginato che tali ambiziosi obiettivi possano essere realizzati nello stesso posto contemporaneamente. I tre visionari hanno lanciato il Sahara Forest Project: la loro proposta è quella di combinare due nuove tecnologie, le centrali solari a concentrazione e le serre irrigate con acqua del mare, in modo da produrre energia rinnovabile, acqua e cibo nell’area desertica più calda del pianeta. L’idea è quella di combinare varie tecnologie, al fine di dare una risposta contemporanea alle problematiche ambientali ed energetiche. Il Sahara Forest Project è un progetto che potrebbe avere un impatto positivo non solo per la regione del Sahara, ma per l’Europa e il resto del mondo. Charlie Paton, archietto, è il creatore delle serre irrigate con acqua marina (http://www.seawatergreenhouse.com/); Michael Pawlyn, della Exploration Architecure, è stato il coordinatore del progetto Eden (http://www.treehugger.com/files/2005/04/eden_projecta_a.php); Bill Watts, della Max Fordham & Partners, è un ingegnere che si occupa di efficienza energetica. Grazie alla loro esperienza hanno creato una proposta innovativa, che combina le loro conoscenze nel settore. Le serre irrigate con acqua marina sono state progettate per risolvere il problema dell’irrigazione in aree costiere aride. Esse utilizzano l’acqua marina che evapora e che viene ricondensata per poter essere usata in agricoltura. Il sistema funziona imitando il naturale ciclo idrologico, nel quale l’acqua del mare, riscaldata dal sole evapora, condensa, forma le nubi e torna alla terra sotto forma di pioggia o neve. ![]() Le centrali solari a concentrazione funzionano bene nelle zone aride, dove l’irraggiamento solare e’ massimo. I raggi del sole vengono catturati attraverso degli specchi, che concentrano la radiazione in modo da produrre vapore che aziona delle turbine che producono energia. Queste due tecnologie potrebbero lavorare contemporaneamente ad una certa distanza dalle coste dell’Africa, magari in zone che si trovano al di sotto del livello del mare, in modo da eliminare i costi di pompaggio dell’acqua dal mare. L’idea e’ quella di mettere le serre in posizione di “scudo” rispetto alle piante che invece crescono all’esterno, mentre gli impianti a concentrazione solare sarebbero posti ad intervalli regolari tra le serre. Una serra del genere produce acqua fresca in quantità 5 volte maggiore di quella necessaria al suo interno. ![]() La parte restante può essere quindi usata per irrigare, ad esempio, le piantagioni di Jatrophra, da cui si puo’ ricavare biocarburante. Le centrali a concentrazione producono elettricità, che può essere trasportata in Europa attraverso linee ad altissima tensione in corrente continua. Il calore delle centrali che invece non e’ convertito in elettricita’, può essere ulteriormente utilizzato per desalinizzare l’acqua di mare. Grazie quindi alla loro interazione, tutte le tecnologie funzionano al meglio, consentendo al deserto di rinascere. |
Il presidente americano parteciperà alla Conferenza sul Clima che si terrà il mese prossimo a Copenaghen proponendo un taglio delle emissioni di CO2 del 17% entro il 2020, con la prospettiva di abbatterle dell’83% entro il 2050. Un traguardo considerato insufficiente dalle associazioni ambientaliste, ma forse l’unico per trovare il consenso di tutta la comunità internazionale. Cina esclusa. Il paese del Dragone, infatti, ha ribadito, dal canto suo, che non intende sacrificare lo sviluppo per tagliare le emissioni di CO2.


Sahara Forest Project: il progetto consiste nel combinare due nuove tecnologie, le centrali solari a concentrazione e le serre irrigate con acqua del mare, in modo da produrre energia rinnovabile, acqua e cibo nell’area desertica più calda del pianeta