| Raffrescare con il sole |
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L'acqua calda prodotta da pannelli solari può essere usata anche per la climatizzazione. di Giuseppe Gazzillo 06 luglio 2008 - Con l’approssimarsi dell’estate aumentano ogni anno le vendite di climatizzatori, il cui massiccio utilizzo comporta un incremento dei consumi elettrici ed il conseguente aumento delle emissioni di gas serra.
Una soluzione che si va pian piano diffondendo per garantire il confort termico e il risparmio energetico è quella del “solar cooling”, ovvero il raffrescamento effettuato partendo dall’energia termica fornita dal sole. Tale energia attiva un ciclo termodinamico per la produzione di acqua refrigerata o per il trattamento dell’aria destinata al condizionamento degli ambienti o ai processi di refrigerazione.
In commercio, oggi, ci sono gruppi refrigeranti ad acqua calda di piccole potenze (già da 17 Kw frigorifereri) che risultano particolarmente indicati in tutti i casi in cui è disponibile acqua a temperature comprese fra 80° e 100°, quali, ad esempio, impianti di cogenerazione, di processo industriale, di teleriscaldamento, a recupero di calore, ed, in ultimo da “collettori solari”.
In questo ultimo caso si sfrutta la temperatura dell’acqua a temperatura relativamente bassa, per produrre acqua refrigerata a 7°C, valore del tutto idoneo alla climatizzazione degli ambienti.
Facendo una stima di massima, si può dire che per produrre un kW frigorifero sono necessari circa 3 mq di pannelli solari termici ad alta efficienza, che oggi sul mercato risultano essere quelli a tecnologia “sottovuoto”.
I pannelli solari “sottovuoto” si presentano come tubi di vetro, al cui interno viene praticata una pressione dell'aria ridottissima (vuoto), per impedire la cessione del calore (effetto Thermos). Al loro interno viene posto un elemento assorbitore di calore, per lo più un tubo di rame.
Per ora gli impianti che sfruttano il "solar cooling" realizzati sul territorio nazionale sono ancora pochi e pertanto il costo di questi sistemi rimane ancora elevato anche se in un paese come il nostro, caratterizzato da una forte insolazione, le prospettive per lo sviluppo di tali tecnologie sono sicuramente incoraggianti.
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