| I gemelli del solare |
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![]() Termodinamico e Fotovoltaico: confronto fra le due tecnologie in termini di resa, di costi, di convenienza e di adattabilità. di Vincenzo Caccioppoli 12 dicembre 2008 - Si fa una gran confusione qualche volta quando si deve parlare di energia solare, tra termodinamico e fotovoltaico. Se infatti è ormai consolidato che in un prossimo futuro (che in piccola parte è già presente) il fabbisogno energetico avrà un gran bisogno di ricavare dal sole buona parte della sua linfa vitale. Ma sui modi e sulle tecnologie adatte per ottimizzare questa attività il confronto è serrato fra fotovoltaico e termodinamico. Il termodinamico è in Italia forse considerato un po’ come il fratello minore del fotovoltaico, maggiormente incentivato e pronto ad un vero e proprio boom, grazie ai generosi incentivi del Conto Energia. Ma tutto ciò forse si deve anche al solito vizio di noi italiani di volersi far male da soli, soprattutto in termine di ricerca scientifica. E’ infatti innegabile che sia da considerare un'occasione persa quella di aver lasciato andare via il professore e premio Nobel Rubbia, uno dei massimi esperti del settore, “cacciato” dall’Enea, nel 2005, a causa di non meglio precisate incomprensioni con la classe politica del tempo. Il professore non si è dato certo per vinto e ha trovato pronto “rifugio” nella vicina Spagna, dove, forse non a caso, si è da poco inaugurata una della più grandi centrale termodinamiche al mondo, Andasol 1, vicino a Granada. Ma al di là di questo spiacevole inconveniente che avrebbe permesso forse al nostro paese un importante passo in avanti nella ricerca sul termodinamico, la questione delle differenze o delle preferenze fra l’una tecnica o l’altra, infatti potrebbe e dovrebbe essere di lana caprina, considerando anche che la gran parte della gente comune, e non solo, non conosce forse nemmeno la differenza tra queste due tipologie di sfruttamento della energia solare, unico particolare forse che le accomuna. Nel solare termodinamico, infatti, viene utilizzata l'energia solare per riscaldare un fluido e produrre vapore; il vapore potrà poi essere utilizzato per produrre energia elettrica tramite delle turbine seguendo il flusso comune a una normale centrale termoelettrica a combustibile fossile. L'energia elettrica rispetto al fotovoltaico è prodotta cosi per via indiretta. La capacita di conversione termica dell'energia solare avviene notoriamente con un rendimento molto superiore alla conversione diretta in energia elettrica, inoltre tale metodo di produzione elimina completamente l'uso del costoso silicio necessario nella conversione fotoelettrica. Le celle fotovoltaiche, invece, consentono di trasformare direttamente la radiazione solare in energia elettrica, sfruttando il cosiddetto "effetto fotovoltaico" che si basa sulla proprietà di alcuni materiali conduttori opportunamente trattati (tra i quali il silicio, elemento molto diffuso in natura) di generare direttamente energia elettrica quando vengono colpiti dalla radiazione solare. Una cella fotovoltaica esposta alla radiazione solare si comporta come un generatore di corrente con una curva caratteristica tensione/corrente che dipende fondamentalmente dalla intensità della radiazione solare, dalla temperatura e dalla superficie. Detto questo che può essere sicuramente di aiuto per meglio comprendere l’argomento, è interessante forse allora operare un confronto fra le due tecnologie in termini di resa, di costi, di convenienza e di adattabilità. Dal punto di vista della resa il vantaggio è sicuramente da parte del termodinamico, dal momento che la capacità di conversione termica dell'energia solare avviene notoriamente con un rendimento molto superiore alla conversione diretta in energia elettrica, inoltre tale metodo di produzione elimina completamente l'uso del costoso silicio necessario nella conversione fotoelettrica, ma di contro il termodinamico ha bisogno di ampi spazi per avere un efficienza superiore, a causa dei suoi alti costi di gestione. Inoltre le zone geografiche in cui il termodinamico può essere sfruttato sono assai minori di quelli in cui si può adattare il fotovoltaico. I costi perciò sono difficilmente comparabili perché se è vero che il rendimento è più alto nel termodinamico e i costi di produzioni sono inferiori, è anche vero che per avere una centrale termodinamica che possa garantire una buona dose di energia l’investimento per una centrale di piccola- media grandezza, non può essere inferiore ai 70-80 milioni di euro. Inoltre un altro grosso problema per le centrali termodinamiche è quello dell’acqua, nel senso che se da un lato hanno bisogno di ampi spazi desertici, dall’altro hanno necessità anche di grandi quantità di acqua per il raffreddamento. Insomma, per concludere potremo dire che ambedue le tecnologie sono sicuramente vantaggiose ed apprezzabili e possono tranquillamente coesistere per arrivare ad un miglioramento dell’efficienza energetica ed ambedue devono avvalersi della ricerca per arrivare a quei miglioramenti in termini di costi e di resa che possono contribuire a far risparmiare energia e ad inquinare meno il nostro povero pianeta. |




