| Conto energia anche per il solare termodinamico |
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di Giuseppe Gazzillo Dopo la seduta della Conferenza Unificata Stato Regioni del 26 marzo, è stato dato il via libera al decreto ministeriale che incentiverà la produzione di energia elettrica da impianti solari termodinamici secondo quanto indicato dall’articolo 7 del Dlgs 387/2003. Ora dovrà passare al vaglio del Consiglio dei Ministri. Il solare termodinamico è una tecnologia per lo sfruttamento dell'energia solare per generare energia elettrica dal calore del sole ad esempio tramite specchi parabolici, che concentrano la luce diretta del sole su un tubo ricevitore. Dentro il tubo scorre un fluido (detto fluido termovettore perché è adatto a trasportare calore), che assorbe l'energia e la trasporta in un serbatoio. Alla fine, il serbatoio è in contatto termico con uno scambiatore di calore, che genera vapore; questo viene utilizzato per muovere delle turbine collegate a degli alternatori per produrre corrente elettrica. Il solare termodinamico ha avuto un forte sviluppo negli ultimi anni specialmente in Spagna, grazie ad un meccanismo di incentivazione analoga e al lavoro di scienziati come Carlo Rubbia, che ha sostenuto con convinzione tale tecnologia. Attualmente è un funzione una centrale da 11 MW in Andalusia e si prevede di raggiungere i 300 MW entro il 2013, fornendo l'energia elettrica equivalente al consumo di una città come Siviglia. Un'altra centrale è prevista negli Stati Uniti, per una potenza di 177 MW. Rispetto al fotovoltaico, che consente una generazione diffusa di energia sul territorio, tale fonte è pensata per impianti di taglia più grande. Il decreto ministeriale prevede il riconoscimento per 25 anni di una tariffa incentivante che andrà da 0,22 a 0,28 euro per chilowattora prodotto anche attraverso impianti ibridi nei quali il calore prodotto dalla fonte solare integra il calore prodotto da fonti diverse, come previsto, ad esempio, nella centrale in fase di realizzazione a Priolo, in Sicilia, dove l'uso dell'energia solare sarà abbinato a quello del tradizionale gas naturale. In particolare la tariffa sarà differenziata in base alla percentuale della frazione di energia solare utilizzata (nel caso in cui venga integrato a centrali esistenti) e ad essa andrà aggiunto il prezzo di vendita dell’energia prodotta, così come accade già per gli impianti fotovoltaici. Questa opzione dedicata all’incentivazione di impianti solari termodinamici collegati a impianti di produzione elettrica tradizionale secondo il legislatore risponde a due esigenze: 1) che un impianto solare termodinamico non ibrido necessita di un generatore di elettricità dedicato; 2) che, almeno nel medio termine, questa soluzione tecnologica appare la più promettente. Secondo il decreto ministeriale l’obiettivo nazionale di potenza nominale da installare al 2016 è di circa 200 MW. Il provvedimento non ha impatto sul bilancio dello Stato, poiché gli oneri conseguenti vengono caricati sulle tariffe elettriche che trovano nella componente tariffaria A3 già la copertura economica necessaria. Il Ministero dell'Ambiente qualche mese fa ha istituito una task force per il piano nazionale sul solare termodinamico, con accordi di programma con le regioni Puglia, Calabria, Lazio e Sardegna per la costruzione delle prime centrali e con lo sbocco delle risorse previste dalla Finanziaria del 2008, cioè di 20 milioni di euro per il termodinamico. |
E' arrivato il via libera del Consiglio dei ministri al decreto legislativo sull'energia nucleare. Il provvedimento definisce i criteri per individuare i siti delle future centrali atomiche e le compensazioni per le comunità locali. 

