| Il Governo si avvia a reintrodurre gli incentivi per l'incenerimento dei rifiuti |
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Il Governo si prepara a reintrodurre, per la combustione dei rifiuti, i finanziamenti,precedentemente aboliti, previsti dal CIP6 (provvedimento con cui sono stabiliti prezzi incentivati per l'energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili ed "assimilate"). 23 dicembre 2008 - Mentre da un lato si riducono le detrazioni Irpef del 55% per il risparmio energetico, a causa di presunte esigenze di bilancio, con la conversione in legge del decreto-legge 6 novembre 2008, n. 172 (recante misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, nonché misure urgenti di tutela ambientale) il Governo si prepara a reintrodurre per la combustione de rifiuti i finanziamenti previsti dal CIP6, precedentemente aboliti. Il CIP6 è un provvedimento del Comitato Interministeriale Prezzi, ed adottato il 29 aprile 1992 a seguito della legge n. 9 del 1991, con cui sono stabiliti prezzi incentivati per l'energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili ed "assimilate". L'articolo 9 del disegno di legge prevede che le Regioni dell’emergenza potranno costruire nuovi inceneritori incentivati, ma il regime agevolato CIP6 verrà riconosciuto a tutti gli impianti in costruzione o entrati in esercizio prima del 31 dicembre 2008. Inoltre a tutti i termovalorizzatori d’Italia è riconosciuto anche l’accesso al meccanismo dei certificati verdi per il 51% dell’elettricità prodotta. In Italia, le aziende esercenti gli inceneritori di rifiuti rivendono l'energia elettrica prodotta a prezzo maggiorato in base alla applicazione del CIP6, considerando il processo di produzione come derivato da fonti rinnovabili. È da notare che l'Italia è l'unico paese nel quale viene ritenuta come assimilata alle fonti rinnovabili la produzione di energia elettrica la combustione dei rifiuti urbani negli inceneritori (comunemente detti termovalorizzazione). Ciò costituisce una violazione delle direttive europee in materia, secondo le quali dovrebbe essere considerata assimilata a quella rinnovabile esclusivamente l'energia prodotta dalla parte organica dei rifiuti. In conseguenza di detta violazione la Commissione Europea, in data 20 novembre 2003, in merito alla distorsione della normativa comunitaria in Italia in riferimento all'inclusione della parte non biodegradabile dei rifiuti quale fonte di energia rinnovabile, si è così espressa: “La Commissione conferma che, ai sensi della definizione dell'articolo 2, lettera b) della direttiva 2001/77/ CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2001, sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità, la frazione non biodegradabile dei rifiuti non può essere considerata fonte di energia rinnovabile”. I costi di tale incentivo vengono finanziati mediante un sovrapprezzo del 6% del costo dell'energia elettrica, che viene addebitato direttamente ai consumatori finali nel conteggio di tutte le bollette. Grazie al meccanismo del CIP6, nel 2006 gli inceneritori hanno ricevuto dal GSE 1.135,9 milioni di euro contro i 223,8 del geotermico, i 202,6 dell'idroelettrico, i 195,8 dell'eolico, e gli 0,04 del solare. Altri 2179,8 milioni sono andati ai rifiuti dei cicli industriali e 2181,7 ai combustibili fossili. In totale su 6119,8 milioni di euro versati dallo Stato come "contributo alle fonti rinnovabili di energia", solo 622 milioni sono andati a solare, eolico, geotermico e idroelettrico. |



