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Rifiuti: Osservatorio Nazionale - Italia produce meno, ma divisa |
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Si è fermato l'aumento nella produzione dei rifiuti urbani in Italia. Si è arrivati a questa svolta epocale per un cambiamento nelle abitudini dei cittadini e non per effetto della crisi.Ci sono, però, ancora sbilanciamenti sulla raccolta differenziata
06 maggio 2009 - Si è fermato l'aumento nella produzione dei rifiuti urbani in Italia, più per un cambiamento nelle abitudini che per l'effetto della crisi, ma il nostro paese è ancora sbilanciato sulla raccolta differenziata. Questi alcuni dei dati contenuti nel rapporto-programma dell' Osservatorio Nazionale Rifiuti (Onr) presentato oggi a Roma in vista del convegno di domani su ''La gestione avanzata del ciclo dei rifiuti come valorizzazione dell'ambiente e del mercato: per una società del riciclo in Italia e in Europa'' alla sala conferenze del Garante della Privacy. ''Il dato aggregato più clamoroso riportato nel rapporto Ispra 2008 secondo cui i rifiuti urbani prodotti in Italia nel 2007 per la prima volta nella sua storia sono risultati essere circa uguali a quelli dell'anno precedente, attestandosi a 32.500.000 tonnellate'', è scritto nel documento dell'Onr. Il nord, il centro e il sud, producono percentualmente quantità simili di rifiuti urbani pro-capite, mostrando almeno in questo una certa omogeneità dell'Italia. Il fatto, poi, che il dato sulla produzione dei rifiuti sia riferito al 2007, mostrerebbe piuttosto un mutare di costumi che non gli effetti della successiva crisi economica internazionale.
Altro aspetto positivo é che la raccolta differenziata è riconosciuta da tutte le amministrazioni, centrali e periferiche, come un obiettivo strategico primario e ''registra spunti di intensificazione non occasionali in varie parti d' Italia''. Sempre tra i dati incoraggianti, il raggiungimento in alcune regioni del nord di ''una matura capacità di smaltimento industriale''. In particolare la Lombardia ha superato già nel 2007 una capacità di incenerimento complessivo di 1.800.000 tonnellate e il Veneto una capacità di 'biodigestione avanzata' di 729 mila tonnellate. Permangono però - sottolinea il rapporto - alcune ''difficoltà strutturali già note'' e, in particolare, due questioni di base: lo sbilanciamento tra nord e sud nella raccolta differenziata (su un totale di 8.950.000 tonnellate solo circa 2.754.000 sono raccolte nel centro-sud), e il nodo non risolto tra libero mercato e monopolio nella raccolta dei rifiuti.
(Fonte ANSA)
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