| Protocollo di Kyoto: dal primo gennaio 2008 parte accordo anti-emissioni |
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L'Italia deve ridurre le emissioni di 100 milioni di tonnellate di CO2 in 5 anni, dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre del 2012.
28 dicembre 2007 - Entra in azione dal 1° gennaio 2008 il protocollo di Kyoto, il trattato internazionale salva-clima e l'unico che prevede obiettivi globali e impegnativi per la riduzione delle emissioni di gas serra.
Dal 1° gennaio 2008 parte quindi una vera e propria rivoluzione, anche in termini economici, che terminera' il 31 dicembre del 2012. In questi cinque anni il protocollo di Kyoto prevede un taglio complessivo del 5,2% delle emissioni di gas serra a livello globale, facendo riferimento ai livelli del 1990.
L'Europa, tra i piu' strenui difensori di Kyoto, in base al trattato deve ridurre dell'8% le emissioni gas serra rispetto al 1990. L'Italia deve tagliare i suoi gas serra del 6,5% rispetto al 1990 quando cioe' la CO2 era a 516 milioni di tonnellate. Una corsa contro il tempo perche', l'Italia, secondo le stime, nel 2006 ha aumentato le sue emissioni raggiungendo i 573 milioni di tonnellate di CO2, segno che per colpire l'obiettivo occorre ancora un enorme sforzo.
''Finora abbiamo fatto le prove generali - ha detto Silvestrini - ma dal 1° gennaio 2008 ogni tonnellata di CO2 avra' un valore. La partita comincia a essere seria e occorrera' non solo il massimo sforzo a livello centrale ma soprattutto un investimento forte delle Regioni e, a ricaduta, degli Enti locali''. ''Il Governo - ha aggiunto Silvestrini - ha gia' messo in piedi molti elementi del puzzle:
Sul piatto anche il nuovo decreto sui certificati bianchi che alzano gli obiettivi di efficienza energetica fino a 6 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti al 2012 con un risparmio totale in 5 anni (2008-2012) di 18 milioni di tonnellate di CO2.
''Si fara' il possibile per spingere sulla riduzione delle tonnellate di CO2 che ci dividono dal Protocollo di Kyoto - ha detto Silvestrini - ma una parte restera' e allora occorrera' far ricorso ai meccanismi flessibili previsti dal trattato come investimenti nei Paesi in via di Sviluppo e in quelli dell'Est. Per questo si stanno studiando opportunita' per le imprese che vanno a investire fuori per equilibrare le emissioni''.
In ultima istanza c'e' il ricorso ai crediti di emissione, cioe' l'acquisto di quote da parte delle imprese che sforano. Russia e Ucraina saranno i piu' forti broker sul campo.
Tracciando un bilancio, secondo Silvestrini ''l'Italia e' partita molto in ritardo e ora e' all'inseguimento. Le imprese italiane hanno investito poco su nuove tecnologie e rinnovabili mentre negli altri paesi con Kyoto si e' creata una nuova industria''. Infine un auspicio: ''Al di la' del conteggio, si realizzi un salto di qualita' vero e proprio e che la Presidenza del Consiglio assuma un ruolo di coordinamento forte''.
Sull'attuazione del Protocollo di Kyoto ''noi non ci arrendiamo. I guasti del passato non ci fermeranno''. Cosi' il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, in merito al via ufficiale all'attuazione del trattato internazionale salva-clima, dal 1° gennaio 2008. ''Abbiamo accelerato tutto. Non abbiamo rinunciato e, per la prima volta nel 2006 e nel 2007 abbiamo invertito un iter pluriennale - ha detto il ministro dell'ambiente - riducendo le emissioni dell'1,5%''.
Per il 2008 ci sara' una stretta sul settore del carbone nel piano nazionale di allocazione delle quote di emissione, il piano che stabilisce le emissioni per gli impianti industriali, ''mentre la delibera Cipe appena approvata entro fine marzo prossimo consente al ministero dell'Ambiente di realizzare un piano nazionale di riduzione delle emissioni che coinvolge regioni e ministeri interessati''.
''Dall'anno prossimo - ha aggiunto Pecoraro - potremmo inoltre contabilizzare 10 milioni di tonnellate dalle foreste e avremo anche 5 milioni di tonnellate di CO2 in meno da una singola fabbrica, la Radici di Novara, dove sono stati applicati filtri anti-emissioni''. Secondo il ministro necessaria poi la pianificazione del settore edilizio e un monitoraggio regione per regione. |



Il via libera al Protocollo di Kyoto e' stato dato nella citta' giapponese l'11 dicembre del 1997 mentre e' entrato in vigore il 16 febbraio del 2005. Lo hanno ratificato 176 paesi mentre sono 38 gli Stati con obblighi di riduzione, cioe' i paesi industrializzati. Ultima new-entry l'Australia che ha annunciato la sua adesione alla Conferenza mondiale sul clima, a Bali, che si e' chiusa lo scorso 15 dicembre. In questo modo gli Stati Uniti sono l'unico paese industrializzato a non avere ratificato il documento. 


