| Conferenza Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico: Australia cambia rotta ratificando Kyoto |
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La vittoria dei laburisti australiani rappresenta un passo avanti per Kyoto. Per la prima volta l'effetto serra e' stato determinante in una competizione elettorale. di Roberta Polverino ![]() 06 dicembre 2007 - È iniziata il 3 dicembre a Bali, la 13esima Conferenza internazionale dedicata ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale. L'incontro, ospitato dal Governo indonesiano, riunisce i rappresentanti di 192 Paesi, oltre ai delegati delle organizzazioni intergovernative e non-governative e dei media internazionali, impegnati a confrontarsi per trovare un'intesa e una serie di accordi per il dopo-Kyoto. I lavori proseguiranno fino al 14 dicembre. L'obiettivo degli oltre 10.000 delegati è quello di raggiungere un nuovo accordo nel giro di due anni che includa anche i Paesi che non hanno aderito finora a Kyoto, Usa e Cina in prima fila. La Conferenza vede riuniti i paesi firmatari della Convenzione sul clima del 1992. Nel corso di due settimane si svolgono in contemporanea le sessioni della Conferenza delle parti dell’UNFCCC (Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite), dei suoi organi sussidiari, e la riunione delle parti Contraenti il Protocollo di Kyoto. L’obiettivo è quello di delineare una road map per un futuro trattato internazionale che rafforzi l’azione globale per contrastare i cambiamenti climatici dopo il 2012, anno in cui scadranno gli impegni del Protocollo di Kyoto. La finalità principale della Conferenza di Bali è triplice: • lanciare un negoziato per un patto sui cambiamenti climatici dopo il 2012; • delineare un agenda precisa; • raggiungere un accordo riguardo al termine della trattativa. In particolare, l’obiettivo della Conferenza è concordare un percorso per arrivare entro il 2009 ad un patto sul clima per gli anni dopo il 2012, lasciando ai Paesi sviluppati la quota maggiore di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, ma coinvolgendo le grandi economie emergenti - Cina e India in primo luogo - nella strategia di contenimento del riscaldamento globale terrestre. Novità importante di quest’anno è la presenza dell’Australia alla Conferenza. L'Australia, infatti, per la prima volta in quasi 11 anni al summit delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, è l'ultima nazione arrivata al tavolo delle trattative sul cambiamento climatico, eppure già promette di prendere un posto di rilievo chiedendo agli Usa la ratifica del protocollo di Kyoto. Il primo atto ufficiale del nuovo governo australiano, guidato dal laburista Kevin Rudd, è stata la ratifica del Protocollo di Kyoto, unico accordo salva-clima al mondo che fissa target di riduzione di emissioni di CO2 per i paesi industrializzati. L’evento, arrivato in coincidenza con l’apertura della 13esima Conferenza ONU sui Cambiamenti climatici, renderà ancora più isolata, nel dibattito che si svilupperà a Bali sulla seconda fase del Protocollo di Kyoto, la posizione degli Usa, rimasto l’unico grande Paese industrializzato a non aver firmato il trattato. L'Australia aveva firmato il Protocollo nel dicembre del 1997, insieme ad altri 65 Paesi, ma successivamente il governo del conservatore John Howard non aveva dato un seguito alla sottoscrizione di questo trattato internazionale. L'annuncio del via libera a Kyoto da parte del neo eletto premier laburista australiano Kevin Rudd, accolto con un lungo applauso dai delegati, inietta una buona dose di ottimismo sul summit. La partecipazione dell'Australia ha ulteriormente isolato gli Stati Uniti, che ancora rifiutano di firmare. Rudd ha sottolineato che nazioni come Cina e India devono aderire a tagliare le emissioni, tendendo la mano a Washington, che non firma anche perché il protocollo non impone tagli ai paesi in via di sviluppo. Nelle due settimane di lavori, i paesi partecipanti dovranno arrivare ad un accordo che sostituisca il documento firmato a Kyoto nel '97. Chiedendo ai partecipanti uno sforzo collettivo, il segretario esecutivo del summit, Yvo de Boer, ha detto che ''toccherà ai paesi sviluppati dare il buon esempio, visto che le nazioni in via di sviluppo devono contemporaneamente combattere la povertà". La credibilità dell'Australia al summit di Bali si misurerà dai tagli alle emissioni di carbonio che Rudd sarà capace o disposto a prescrivere al proprio paese. L'Australia ha il più alto tasso pro capite di emissioni di gas serra nel mondo. Secondo una recente statistica, il 50% provenienti da carbone, e il 10% da petrolio, tanto da spingere il passato governo conservatore a promettere considerevoli agevolazioni fiscali a chi piantasse boschi "carbon sink", cioè in grado di assorbire l'inquinamento. Il premier laburista Kevin Rudd, in un'intervista ha dichiarato che “l'Australia farà tutto il possibile per avvicinare le posizioni tra i paesi in via di sviluppo e quelli sviluppati, sulle emissioni dei gas serra”. “L'Australia - continua il premier - ha delle responsabilità nei confronti delle nuove generazioni”. Rudd, che il mese prossimo si recherà in visita alla Casa Bianca, ha chiesto agli Stati Uniti di ratificare il protocollo di Kyoto. Una mossa che isola ulteriormente Washington dai circa 190 paesi che partecipano al summit di Bali. Come è noto, il precedente governo conservatore si era ostinatamente rifiutato di ratificare il Protocollo di Kyoto, rimanendo così l’unico paese industrializzato ad assecondare la posizione degli Usa. “Gli australiani hanno deciso di cacciare un governo che si è comportato da delinquente sul tema del clima e che non ha dimostrato alcuna capacità di misurarsi con le sfide del 21esimo secolo” ha dichiarato Peter Garrett, il responsabile dell’ambiente dei laburisti. ![]() Quali conseguenze si potranno avere nella politica energetica australiana? Una delle prime decisioni sarà quella di innalzare l’obiettivo delle fonti rinnovabili, il cui contributo si era ridotto durante gli 11 anni di governo conservatore, al 20% dei consumi elettrici entro il 2020, allineandosi così all’Europa (che estende però l’obiettivo a tutti i consumi energetici) e alla Cina. L’energia del sole, del vento e della geotermia dovrebbero consentire di passare dagli attuali 15 TWh/a a 45 TWh/a entro la fine del prossimo decennio. Pur leggere le decisioni più importanti a cui si è giunti durante la Conferenza sui Cambiamenti Climatici a Bali, giorno per giorno, nell'articolo Cronologia sulla Conferenza Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico!. |




Il primo atto ufficiale del nuovo governo australiano, guidato dal laburista Kevin Rudd, è stata la ratifica del Protocollo di Kyoto, unico accordo salva-clima al mondo che fissa target di riduzione di emissioni di CO2 per i paesi industrializzati. L’evento, arrivato in coincidenza con l’apertura della 13esima Conferenza ONU sui Cambiamenti climatici, renderà ancora più isolata, nel dibattito che si svilupperà a Bali sulla seconda fase del Protocollo di Kyoto, la posizione degli Usa, rimasto l’unico grande Paese industrializzato a non aver firmato il trattato. 