| Ambiente: il sole ci da una mano |
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L’energia del sole per ridurre le emissioni di gas serra
25 ottobre 2007 - Tra i vari provvedimenti stabiliti dal Protocollo di Kyoto per raggiungere gli obiettivi della strategia per la riduzione dei gas ad effetto serra, un ruolo importante sembra ricoprirlo lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile e della tecnologia innovativa. Tra le varie energie rinnovabili e la loro applicazione e diffusione, si cerca di fare il punto soprattutto sulla rapidissima espansione del fotovoltaico, che offre vantaggi ambientali soprattutto dal punto di vista del risparmio nelle emissioni di CO2. Infatti, i sistemi fotovoltaici, specialmente se integrati negli edifici, non hanno praticamente impatto ambientale (se non per i processi industriali di produzione delle celle) e sono oggi particolarmente ben visti da tutta l’opinione pubblica. La loro silenziosità, l’assenza di qualsiasi emissione, il loro sfruttare direttamente l’energia solare hanno giustamente contribuito alla creazione di quella immagine di energia “pulita” a cui sono associati i pannelli fotovoltaici. Spesso infatti, quando si parla di energie rinnovabili, viene immediatamente fatta l’associazione con l’energia ottenibile direttamente dal sole mediante i pannelli fotovoltaici. I benefici ambientali ottenibili dall’adozione di sistemi fotovoltaici sono proporzionali alla quantità di energia prodotta, supponendo che questa vada a sostituire l’energia altrimenti fornita da fonti convenzionali. Per produrre un kWh elettrico vengono bruciati mediamente l’equivalente di 2,56 kWh sotto forma di combustibili fossili e di conseguenza emessi nell’aria circa 0,53 kg di anidride carbonica (CO2) (fattore di emissione del mix elettrico italiano alla distribuzione). Si può dire quindi che ogni kWh prodotto dal sistema fotovoltaico evita l’emissione di 0,53 kg di anidride carbonica. Questo ragionamento può essere ripetuto per tutte le tipologie di inquinanti. Per quantificare il beneficio che tale sostituzione ha sull’ambiente è opportuno riferirsi ad un esempio pratico. Si considerino degli impianti fotovoltaici installati sui tetti di abitazioni a Milano, Roma e Trapani con una potenza di picco di 1 kWp (orientati a Sud con inclinazione di 30° rispetto al piano orizzontale). L’emissione di anidride carbonica evitata in un anno si calcola moltiplicando il valore dell’energia elettrica prodotta dai sistemi per il fattore di emissione del mix elettrico. Per stimare l’emissione evitata nel tempo di vita dall’impianto basta moltiplicare le emissioni annue evitate per i 30 anni di vita stimata degli impianti. La tabella seguente riporta l’esempio di calcolo:
(*) Energia elettrica generata in un anno |
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