| Usa: in funzione impianto che cattura 100.000 t di CO2 l'anno |
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![]() E' stato inaugurato, presso la centrale a carbone di Mountaineer, negli USA, un impianto che riuscirà a immagazzinare circa 100mila tonnellate di CO2; queste, prima di essere riversarte nell’atmosfera, verranno catturate, liquefatte e pompate a 2,1 chilometri di profondità nel sottosuolo al ritmo di 5,5 tonnellate all’ora. 13 novembre 2009 - Prima di essere riversata nell’atmosfera, la CO2 viene catturata, liquefatta e pompata a 2,1 chilometri di profondità nel sottosuolo al ritmo di 5,5 tonnellate all’ora. In un anno, l’impianto inaugurato da Alstom presso la centrale a carbone di Mountaineer (West Virginia, Usa) di proprietà della American Electric Power, riuscirà a immagazzinarne intorno alle 100mila tonnellate. È un importante progresso per la tecnologia della cattura e stoccaggio della CO2 che, assicura Alstom, presto potrà essere applicata su scala mondiale. Per il momento è applicata solo a una piccola frazione (equivalente a circa 20 MW) della potenza elettrica totale della centrale di Mountaineer (1.300 MW), ma il suo vantaggio è che può essere adattata a ogni impianto esistente. Inoltre, consente anche di sviluppare l'uso termoelettrico del carbone senza dover pagare per le emissioni eccedenti le quote stabilite o per eventuali tasse che potranno essere adottate in futuro dalle normative per contrastare la progressione del riscaldamento terrestre. L'obiettivo di Alstom è di poter disporre, entro il 2015, di tecnologie provate relative all'intero ciclo della cattura e sequestro della CO2. Per poi puntare soprattutto al mercato dell'Asia (in particolare Cina e India), dove viene installata nuova potenza elettrica a ritmi vertiginosi, quasi tutta a carbone. Il colosso francese è specializzato in due tecnologie per la cattura della CO2: l’ossicombustione e la post-combustione. La prima consiste nel bruciare il carbone in atmosfera di ossigeno da cui si ottengono gas costituiti da vapore e CO2 praticamente pura, quindi già pronta per la cattura e il trasporto al deposito geologico. La seconda prevede l’utilizzo di un sistema di trattamento dei fumi a base di ammoniaca a bassa temperatura per assorbire il biossido di carbonio (CO2) e successivamente avviarlo al deposito di stoccaggio.(Fonte Zeroemission.tv) |
La "bicicletta condivisa" continua a riscuotere grande successo. Nell'ultimo anno sono più di dieci i Comuni italiani che hanno attivato il servizio. Ed è proprio al bike sharing che è dedicato il 2° Convegno Nazionale del Club delle Città organizzato il 6 ottobre a Milano da Ccbs dal titolo "Progettare un servizio di bike sharing: interoperabilità dei sistemi e valutazione dei benefici".



13 novembre 2009 - Prima di essere riversata nell’atmosfera, la CO2 viene catturata, liquefatta e pompata a 2,1 chilometri di profondità nel sottosuolo al ritmo di 5,5 tonnellate all’ora. In un anno, l’impianto inaugurato da Alstom presso la centrale a carbone di Mountaineer (West Virginia, Usa) di proprietà della American Electric Power, riuscirà a immagazzinarne intorno alle 100mila tonnellate. È un importante progresso per la tecnologia della cattura e stoccaggio della CO2 che, assicura Alstom, presto potrà essere applicata su scala mondiale. Per il momento è applicata solo a una piccola frazione (equivalente a circa 20 MW) della potenza elettrica totale della centrale di Mountaineer (1.300 MW), ma il suo vantaggio è che può essere adattata a ogni impianto esistente.
Inoltre, consente anche di sviluppare l'uso termoelettrico del carbone senza dover pagare per le emissioni eccedenti le quote stabilite o per eventuali tasse che potranno essere adottate in futuro dalle normative per contrastare la progressione del riscaldamento terrestre. L'obiettivo di Alstom è di poter disporre, entro il 2015, di tecnologie provate relative all'intero ciclo della cattura e sequestro della CO2. Per poi puntare soprattutto al mercato dell'Asia (in particolare Cina e India), dove viene installata nuova potenza elettrica a ritmi vertiginosi, quasi tutta a carbone. Il colosso francese è specializzato in due tecnologie per la cattura della CO2: l’ossicombustione e la post-combustione. La prima consiste nel bruciare il carbone in atmosfera di ossigeno da cui si ottengono gas costituiti da vapore e CO2 praticamente pura, quindi già pronta per la cattura e il trasporto al deposito geologico. La seconda prevede l’utilizzo di un sistema di trattamento dei fumi a base di ammoniaca a bassa temperatura per assorbire il biossido di carbonio (CO2) e successivamente avviarlo al deposito di stoccaggio.