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| UE: esecutivo parla di rinnovabili su 'EU Tube' |
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La Commissione Europea ha utilizzato un clip su internet per comunicare con i suoi cittadini
18 gennaio 2008 - Tre minuti di video su EU Tube, il canale della Commissione Europea su You Tube, informano i cittadini dell'Unione europea sulle energie rinnovabili e sulla relativa politica di sviluppo imboccata dalla Commissione. Il Presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, il commissario europeo responsabile per l'Ambiente Stavros Dimas e il commissario europeo Andris Piebalgs, responsabile per l'Energia, terranno il prossimo 23 gennaio alle ore 13:30 a Bruxelles una conferenza stampa di presentazione dell'ultimo pacchetto per promuovere le energie rinnovabili e per combattere i cambiamenti climatici. La conferenza stampa verterà in particolare sui seguenti temi:
Queste proposte costituiscono una tappa fondamentale per l'attuazione della strategia europea per una nuova politica energetica e di lotta ai cambiamenti climatici elaborata dalla Commissione europea all'inizio del 2007 e confermata dal Consiglio europeo di Berlino nel Marzo del 2007.
L'Esecutivo ha scelto, e non è la prima volta, un clip su internet per comunicare con i suoi cittadini. Nel breve filmato si illustrano i principali obiettivi da raggiungere.
La produzione di energia da fonti rinnovabili dovrà passare dall'8,5% del 2005 al 20% nel 2020 e i biocarburanti dovranno rappresentare il 10% del consumo di carburanti. Il clip sottolinea che dovranno essere osservati severi criteri di sostenibilità nell'uso della biomassa, presentata come il ''gigante dormiente'' e come la più importante fonte di energia rinnovabile. Calore, elettricità, carburante possono essere infatti prodotti dalla biomassa.
Più limitate, come ventaglio di utilizzazione, sono le potenzialità delle altre fonti rinnovabili. In una carrellata il video le passa in rassegna una ad una. Dalla forza del vento per produrre elettricità all'intensità dei raggi solari, sfruttati per il riscaldamento dell'acqua o per generare calore, ed elettricità con i pannelli fotovoltaici. Si parla poi anche dell'energia verde più conosciuta e già ampiamente sfruttata, quella idroelettrica, e delle potenzialità del geotermico.
Pochi ed essenziali sono i dati forniti dal filmato. Puntualizza, però, sulla necessità di un comportamento responsabile da parte di ogni individuo e sul fatto che i paesi dell'Ue detengono la leadership nel campo delle rinnovabili, assicurando il prosperare di una fiorente industria e dell'offerta occupazionale. In particolare, la bozza di direttiva, che la Commissione europea varerà il 23 gennaio, e che assegnerà a ogni Stato membro uno specifico obiettivo nazionale riguardante la propria quota di energie verdi da conseguire, prevede che il target del 20% di rinnovabili al 2020 sarà raggiunto per tappe progressive e obbligatorie attraverso obiettivi biennali a partire dal 2014.
La direttiva sarà approvata nell'ambito di un complesso pacchetto di misure su clima ed energia riguardanti anche gli altri obiettivi comunitari previsti per il 2020, ovvero la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990 e l'incremento, sempre del 20%, dell'efficienza energetica. Secondo la bozza, il primo appuntamento per gli Stati membri è già nel 2014: entro questa data dovranno garantire una quota di fonti pulite energia pari almeno a quella del 2005 più il 51% del restante incremento necessario a conseguire l'obiettivo nazionale del 2020. La quota nazionale dovrà essere portata almeno al 66% nel 2016 e all'83% nel 2018, fino al 100% due anni dopo.
La Commissione sta ancora negoziando con gli Stati membri gli specifici obiettivi nazionali per le fonti rinnovabili, ma diverse fonti a Bruxelles indicano che per l'Italia il traguardo da raggiungere al 2020 potrebbe essere fissato al 17% del consumo totale di energia, avendo come base il 5,2% registrato nel 2005. Se venisse confermato questo obiettivo nazionale, l'Italia dovrebbe aumentare la propria quota di energie verdi portandola a circa l'11% nel 2014, il 13% nel 2016 e il 15% nel 2018. Un meccanismo di attuazione graduale è previsto anche per l'obiettivo riguardante i biorcaburanti e altri combustibili alternativi (per esempio idrogeno o elettricità prodotte con energie verdi), che dovranno rappresentare il 10% del consumo totale di energia nel settore dei trasporti, sempre entro il 2020. In questo caso, c'è una sola tappa intermedia, nel 2012, con l'obbligo di arrivare entro questa scadenza almeno all'obiettivo, uguale per tutti, del 6,5%. Gli Stati membri dovranno infine fissare anche obiettivi specifici nazionali per il settore del riscaldamento-raffreddamento, che dovranno essere coerenti con gli obiettivi assegnati per la parte del consumo totale di energia coperta da fonti rinnovabili. Ogni Paese Ue dovrà presentare, entro il 31 marzo 2010, un proprio piano nazionale d'azione comprendente la strategia che intende adottare per conseguire gli obiettivi specifici assegnati.
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