| Pannelli fotovoltaici a basso costo "Made in Italy" |
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Parte in Italia il progetto energia solare a basso costo che gioca in casa la prima scommessa sul futuro del fotovoltaico. Saranno infatti tutti “Made in Italy” i pannelli a basso costo per catturare il sole e verranno prodotti in Lombardia, dove verrà costruito un impianto pilota per la costruzione di pannelli fotovoltaici realizzati con materiali alternativi al silicio e a basso costo. di Roberta Polverino
15 novembre 2007 - L'obiettivo è di abbassare i costi dei moduli che, con la produzione a pieno regime, potranno arrivare fino a 0,5 euro per Watt contro i 5 euro per Watt attuali. Il progetto per la costruzione della prima fabbrica europea per la produzione su larga scala di moduli fotovoltaici innovativi, a basso costo ed alta efficienza, cofinanziato, attraverso una gara pubblica, è stato promosso da un'iniziativa del ministero dell'Ambiente dalla Regione Lombardia. Il progetto, del valore di 24 milioni di euro circa, cofinanziato con nove milioni, prevede la realizzazione di un impianto pilota di produzione automatizzata in linea di moduli fotovoltaici a film sottile di telloruro di cadmio. I pannelli fotovoltaici trasparenti a “film sottili”, che possono essere montati come vetri di finestre o coperture di edifici, costano meno e producono di più. Sono basati su una pellicola trasparente simile a quella per gli alimenti, chiusa fra due lastre di vetro. La pellicola, a base di telloruro di cadmio, costa cinque volte meno rispetto alle tradizionali celle al silicio e presenta un'efficienza di conversione dell'energia solare del 12% circa contro l'8% scarso dei pannelli tradizionali. Il risultato finale è un costo di produzione dell’elettricità inferiore a un euro per Watt contro i 5 euro per Watt del silicio. I film sottili sono già utilizzati in Germania e California. Quelli sperimentati dall'Italia però sono un brevetto dell'Università di Parma, che ha migliorato ancora l'efficienza e ridotto i costi. I pannelli sono stati sperimentati nei paesi mediterranei del Maghreb e del Medio Oriente. Quindi, è stata avviata la produzione industriale, affidata al lombardo Gruppo Marcegaglia Energy, partecipata anche da una banca e da società che operano nel settore dell'ingegneria e dell'innovazione tecnologica. I primi modelli saranno sul mercato alla fine del 2008. Le possibilità di utilizzo sono vastissime. I film sottili possono essere usati come vetri di finestre, oppure posti sulle facciate o sui tetti dei palazzi. L'elettricità può essere consumata direttamente nell'edificio, oppure venduta a un operatore energetico e messa in rete. ''Una vera e propria scommessa - ha riferito il direttore generale del Ministero dell'Ambiente, Corrado Clini - perchè l'Italia mentre apre al fotovoltaico con le norme sugli incentivi, nello stesso tempo non ha capacità produttiva per quanto riguarda l'industria dei moduli e dell'impiantistica. Di questo passo diventeremo terreno di conquista. Ecco perchè questa iniziativa promossa dal ministero dell'Ambiente assume importanza nel quadro del rilancio del fotovoltaico''. La capacità produttiva massima annuale dell'impianto sarà di circa 18 MW, per un numero di moduli poco inferiore a 250.000, corrispondenti ad una superficie quadrata di circa 180.000 metri quadrati. Si prevede che il costo industriale del modulo, al di sopra di una produzione annua di 10 MW, non supererà 0,5 euro per Watt, avvicinandosi al costo dell'energia elettrica prodotta da fonti tradizionali. Se verranno rispettati gli obiettivi del progetto, l'industria italiana, riferisce ancora Clini, ''sarà all'avanguardia nello sfruttamento efficiente ed economico dell'energia solare, con prevedibili risultati positivi sia sul mercato interno che su quello internazionale dell'energia''. Finora i dispositivi fotovoltaici si basavano quasi esclusivamente sul silicio (mono o policristallino), materiale utilizzato prevalentemente nell'industria dell'elettronica e che è disponibile sui mercati a costi molto elevati. Gli sviluppi più recenti della ricerca scientifica, in Italia e a livello internazionale, hanno reso possibile l'impiego in laboratorio di materiali alternativi al silicio, come il telloruro di cadmio o il diseleniuro di indio e rame, con caratteristiche migliori nella conversione fotovoltaica e producibili in film sottile con processi veloci ed economici. |


