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| Nucleare: bollette dai costi stellari |
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Singolare iniziativa dei volontari di Greenpeace, che hanno distribuito le nuove bollette che l’Enel ci presenterà nel 2020, nel caso si riuscisse a riportare il nucleare in Italia. Secondo l'associazione ambientalista, le bollette schizzeranno alle stelle, perchè il costo del nucleare dipende anche (e soprattutto nei primi tempi) dal costo di costruzione e gestione degli impianti. Entro il 2020, invece, le fonti rinnovabili insieme a misure di efficienza energetica sono in grado di produrre quasi 150 miliardi di kilowattora, circa tre volte l’obiettivo del governo sul nucleare, creando almeno 200 mila nuovi posti di lavoro “verdi”. 19 ottobre 2009 - I volontari di Greenpeace hanno distribuito, davanti agli uffici postali di 24 città italiane, le nuove bollette che l’Enel ci presenterà nel 2020, nel caso si riuscisse a riportare il nucleare in Italia così come sostengono la stessa azienda elettrica e il governo."Enel e governo devono smetterla di prendere in giro il Paese sostenendo che il nucleare servirà ad abbassare le bollette degli italiani -spiega Francesco Tedesco, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace-. In realtà le bollette schizzeranno alle stelle, proprio come quelle che stiamo distribuendo oggi". Il costo del nucleare non dipende solo dal combustibile e dalla gestione degli impianti ma, per chi deve partire da zero come l’Italia, è dovuto principalmente al costo di realizzazione degli impianti. In Finlandia i nuovi reattori EPR, quelli che l’Enel vorrebbe realizzare in Italia, ha ormai superato i 5,5 miliardi di euro. Il peso finanziario di un investimento iniziale così oneroso sarà recuperato attraverso l’energia elettrica venduta. Il prezzo del kilowattora nucleare, ai costi reali e non a quelli propagandati da Enel, sarà più che doppio rispetto a quanto viene oggi scambiato alla borsa elettrica. “Il nucleare è economico? Certo, se qualcuno ti regala la centrale, e se lo Stato si fa carico di gestire le scorie radioattive per secoli, altrimenti è una pura follia economica” afferma Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo di Greenpeace. Oltre ai costi per la realizzazione degli impianti bisogna anche tener conto degli accantonamenti per lo smantellamento dei reattori, della copertura assicurativa in caso di incidenti gravi, dei costi per il riprocessamento delle scorie, per la bonifica dei siti contaminati e per la realizzazione del futuro deposito geologico di stoccaggio. continua a leggere... |









Singolare iniziativa dei volontari di Greenpeace, che hanno distribuito le nuove bollette che l’Enel ci presenterà nel 2020, nel caso si riuscisse a riportare il nucleare in Italia. Secondo l'associazione ambientalista, le bollette schizzeranno alle stelle, perchè il costo del nucleare dipende anche (e soprattutto nei primi tempi) dal costo di costruzione e gestione degli impianti. Entro il 2020, invece, le fonti rinnovabili insieme a misure di efficienza energetica sono in grado di produrre quasi 150 miliardi di kilowattora, circa tre volte l’obiettivo del governo sul nucleare, creando almeno 200 mila nuovi posti di lavoro “verdi”.
19 ottobre 2009 - I volontari di Greenpeace hanno distribuito, davanti agli uffici postali di 24 città italiane, le nuove bollette che l’Enel ci presenterà nel 2020, nel caso si riuscisse a riportare il nucleare in Italia così come sostengono la stessa azienda elettrica e il governo.