| No alla retroattività per le detrazioni del 55% per il risparmio energetico |
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![]() Con un emendamento del Ministro dell'ambiente verrà cancellata la retroattività delle norme previste nel DL anticrisi
04 dicembre 2008 - Un'ondata di proteste hanno spinto il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo a depositare la proposta di emendamento governativo della norma che sterilizzava la detrazione del 55%. E' lo stesso Giulio Tremonti che durante un'audizione alla Camera lo ha annunciato:"La retroattività non ci può essere e il Parlamento la correggerà - ha detto Tremonti - ma voglio sul futuro ribadire un criterio: il crediti di imposta non sono e non possono essere un bancomat. Troppe volte sono stati utilizzati come bancomat». Tremonti ha definito «incivile» l'introduzione di crediti di imposta che poi non sono sufficientemente coperti. Possono cantare vittoria i contribuenti che hanno effettuato lavori di riqualificazione energetica nel 2008, ma il settore nel suo complesso deve superare ancora lo scoglio del tetto ai fondi stanziati per il 2009-20010 stabiliti nell'articolo l'articolo 29 del DL 185, decreto anticrisi. Rimane per ora confermato l'irrigidimento e l'appesantimento dell'iter burocratico che prevede il "silenzio-rifiuto" entro 30 giorni, senza collegarlo al reale esaurimento dei fondi Una misura deleteria per il settore Tra i più colpiti dall'allergia del governo per l'efficienza energetica ci sono soprattutto i produttori di impianti di solare termico. "Siamo stati subissati di telefonate di protesta e oltre il 90% degli interventi preventivati per i prossimi mesi sono stati disdettati", dichiara Sergio D'Alessandris a LaRepubblica, il presidente dell'associazione di categoria Assosolterm. "Per molte piccole aziende fiorite o cresciute in questi anni - ricorda - a questo punto si mette davvero male, in tanti temono il fallimento anche perché in previsione di un mercato che avrebbe continuato a crescere hanno investito e si sono allargate per tenere testa alla domanda in espansione". Fonte: Kyoto Club |
Solo il 3% degli italiani ritiene che siano gli stessi viaggiatori ad avere una responsabilità a livello individuale dell'impatto ambientale dei voli aerei. Sono questi i risultati di un sondaggio commissionato dalla British Airways e condotto da YouGov, reso nota dalla stessa compagnia aerea britannica. Soltanto l'11% non esclude l'eventualità che le questioni ambientali possano condizionare le proprie decisioni di viaggio dei prossimi 12 mesi.


