| Natura e fotovoltaico: pannelli solari come gli occhi delle falene |
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La Natura si rivela grande maestra ancora una volta e fornisce un modello per realizzare pannelli fotovoltaici migliori ed a più alta efficienza. di Roberta Polverino
![]() 17 dicembre 2007 - La falena: un'immagine poetica, ma anche una delle applicazioni pratiche della ricerca condotta dal Manufacturing Engineering Centre (MEC) dell'Università di Cardiff. Il progetto, chiamato MicroBridge, e' stato finanziato dal ministero dell'Industria gallese con 7,8 milioni di sterline, pari a quasi undici milioni di euro. Nell'ambito del progetto, i ricercatori gallesi hanno creato una lente che riproduce le caratteristiche strutturali degli occhi delle falene, basata sul sistema utilizzato dagli insetti per vedere al buio. Gli occhi delle falene, infatti, sono 'specializzati' nell'ottimizzare l'uso della luce, e potrebbero essere presi ad esempio per realizzare migliori pannelli solari. Alcune specie di falena hanno sulla superficie dei loro occhi una struttura nanoscopica (cioe' dell'ordine dei milionesimi di millimetro) che impedisce alla luce di essere riflessa e, quindi, dispersa. ![]() La superficie della lente progettata, di conseguenza, presenta delle strutture di altezza inferiore a 100 nanometri (100 milionesimi di millimetro), che impediscono alla luce di essere riflessa. Questo perché le strutture superficiali della lente risultano inferiori alla lunghezza d'onda della luce solare. I ricercatori gallesi sono riusciti a creare su una lente una struttura simile, alta meno di 100 nanometri, grazie ai ripetuti passaggi di un laser. ''E' stato particolarmente difficile - spiega il capo del progetto, che e' gia' coperto da brevetto, Robert Hoyle - perche' oltre ad ottenere una precisa curvatura della lente, dovevamo creare una struttura nanoscopica piu' piccola della lunghezza d'onda della luce solare per evitare dispersioni. Il nostro risultato ha numerose applicazioni nel campo dei pannelli solari, dove la dispersione della luce e' il problema principale''. Impiegando, quindi, tale lente nella applicazioni fotovoltaiche, come le celle solari, si eviterebbe il fenomeno della dispersione della luce, che costituisce il problema principale delle celle solari attualmente utilizzate.
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Venti contaminati lievi, ma tanta paura. Nessun pericolo per l'ambiente. Il fatto è avvenuto sabato, reso noto solo dopo 24 ore. La centrale nucleare in Pennsylvania fu teatro nel 1979 di un grave incidente.



