| La Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici 2007 |
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Manifesto per il clima e 13 azioni per l’adattamento sostenibile di Roberta Polverino
26 settembre 2007 - Più di vent'anni fa, nel 1979, la prima conferenza mondiale sui cambiamenti climatici ha avviato la discussione su come "…prevedere e prevenire potenziali cambiamenti climatici causati da attività umane che potrebbero avere un effetto negativo sul benessere dell'umanità".
Alla base di questa discussione c’era il rilevamento, da parte degli scienziati, di una tendenza all’aumento della temperatura media globale di gran lunga superiore a quella registrata in passato, e il sospetto che tale riscaldamento non abbia solo cause naturali (come la variabilità della radiazione solare e le eruzioni vulcaniche).
Gli esperti affermano che il riscaldamento globale può alterare in modo sostanziale un terzo dell’habitat di piante e di animali entro la fine di questo secolo. I cambiamenti del clima possono portare all’estinzione circa un milione di specie terrestri nei prossimi 50 anni.
Oggi è chiaro che i cambiamenti climatici e dunque il riscaldamento globale, stanno minacciando interi ecosistemi, mettendo a repentaglio anche la nostra vita a causa dell'aumento dell'intensità e della frequenza dei cosiddetti “eventi climatici estremi” (uragani, alluvioni, ondate di caldo, ecc.). Dall'aumento di temperatura all'innalzamento del livello dei mari, dalla desertificazione allo scioglimento dei ghiacciai, l'allarme è ormai ad altissimo livello.
Il clima sta cambiando in tutto il mondo. In alcuni Paesi, in primo luogo quelli dell’Unione Europea, le istituzioni e le società si stanno attrezzando per affrontare questa sfida, mettendo in campo politiche di riduzione delle emissioni dei gas che alzano la febbre della Terra e avviando l’adeguamento delle strutture e degli stili di vita ai cambiamenti dell’ambiente e del territorio che inevitabilmente ci saranno.
Piuttosto allarmanti i dati emersi alla conclusione della Conferenza. Dati che ritraggono un’Italia molto indietro sulle politiche ambientali rispetto ai partner europei e che presentano lo specchio di un Paese a grave rischio salute.
In base a quanto dichiarato dal Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, nel nostro Paese le conseguenze del riscaldamento globale sarebbero peggiori che nel resto del Mediterraneo, con un aumento della temperatura di addirittura 4 gradi centigradi in più rispetto alla media europea. Questo significa meno piogge (5% in meno) che messe accanto alla metà del volume perso dai ghiacciai, alla diminuzione della portata dell’acqua dei fiumi, dà per intero il dramma della scarsità della risorsa idrica che colpisce l’agricoltura ed il turismo.
Il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, conclude la Conferenza sui cambiamenti climatici individuando due azioni prioritarie: contenimento o mitigazione e adattamento, ossia la ricerca delle misure necessarie per vivere nel miglior modo possibile la situazione climatica. Secondo il premier, il Governo è consapevole “che il nostro pianeta è a rischio” e “il Mediterraneo in particolare è uno dei punti più fragili”. Per questo è pronto a fare la sua parte nella lotta al riscaldamento globale, già a partire dalla prossima Finanziaria 2008 con il potenziamento dei provvedimenti a favore del risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
Al termine della Conferenza è stato redatto un Manifesto per il clima, che propone un New Deal per l’adattamento sostenibile e la sicurezza ambientale, e sono state elencate le prime 13 azioni per l’adattamento sostenibile.
Tra le priorità indicate nel Manifesto vi è l’attuazione del protocollo di Kyoto entro il 2012 e l’ulteriore riduzione delle emissioni di gas serra, passando dall’obiettivo del 20% entro il 2020, indicato dall’UE, al 60% entro il 2050, ma anche il completamento del percorso di riforme delle norme sulla valutazione ambientale, soprattutto per quanto riguarda l’integrazione della Valutazione Ambientale Strategica nei nuovi piani.
Alcune delle 13 azioni per l’adattamento sostenibile sono:
Di particolare rilievo, a tal riguardo, è la conferenza sui cambiamenti climatici “The future in our hands”, tenutasi presso la sede dell'Onu a New York il 24 settembre 2007, che ha visto la partecipazione di 70 tra capi di Stato o di Governo e autorità governative provenienti da più di 150 paesi, tra cui il nostro premier, Romano Prodi, e il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Alfonso Pecoraro Scanio.
Nel corso della conferenza si è promosso il dibattito sui possibili modi per spronare la comunità internazionale a negoziare un nuovo accordo globale sul cambiamento climatico alla prossima conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che si terrà a dicembre a Bali.
Il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha dichiarato che nella lotta al surriscaldamento della Terra non si può più aspettare ma anzi occorre accelerare i tempi per stabilire una nuova alleanza con la natura, prima che sia troppo tardi. Si tratta anche di un obbligo morale, spiega il premier, nei confronti delle generazioni future. A quanti lamentano gli alti costi nella ricerca e nella produzione di energie alternative, Prodi ha osservato che “sarà presto la domanda di prodotti puliti a far calare sensibilmente il costo delle nuove tecnologie”. |
Venti contaminati lievi, ma tanta paura. Nessun pericolo per l'ambiente. Il fatto è avvenuto sabato, reso noto solo dopo 24 ore. La centrale nucleare in Pennsylvania fu teatro nel 1979 di un grave incidente.


