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| L'ONU sfida l'intesa USA-Cina. A Copenaghen serve trattato vincolante |
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Il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon dimostra la sua contrarietà all'intesa raggiunta ieri a Singapore da Usa e Cina per limitare il vertice danese solo a un'intesa politica e rimandare quella vincolante sul target delle emissioni a una fase successiva. 17 novembre 2009 - Alla conferenza di Copenaghen sul clima c'è bisogno di un "accordo globale" che getti le fondamenta per un trattato "giuridicamente vincolante" sulla lotta al cambiamento climatico. Il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon, parlando al vertice mondiale della Fao sulla sicurezza alimentare, dimostra la sua contrarietà all'intesa raggiunta ieri a Singapore da Usa e Cina per limitare il vertice danese solo a un'intesa politica e rimandare quella vincolante sul target delle emissioni a una fase successiva.L'attenzione al clima e a Copenaghen, spiega Ban Ki Moon, è motivata dal fatto che la lotta al cambiamento climatico e la sicurezza alimentare sono "profondamente legati" e "non ci può essere sicurezza alimentare senza sicurezza climatica". Ban rilancia dunque l'imminente vertice sul clima, che molti addetti ai lavori considerano invece già destinato al fallimento, definendolo "cruciale" e affermando che a Copenhagen si può arrivare ad un "accordo significativo ed io voglio lottare per questo". Le parole del segretario dell'Onu giungono in scia alla posizione espressa dalla Commissione Ue che ritiene "fondamentale continuare i negoziati fino all'ultimo momento dell'ultimo giorno perchè a Copenaghen si raggiunga un accordo ambizioso, globale e operativo". Il segretario generale dell'Onu si sofferma anche sulle cifre necessarie per sostenere la lotta a favore dell'ambiente e di uno scenario sostenibile e amico anche per l'agricoltura e i piccoli produttori. "Abbiamo bisogno di 10 miliardi di dollari in fondi fiduciari nei prossimi tre anni - dichiara - per fare un salto di qualità nella riduzione delle emissioni nei Paesi in via di sviluppo". I piccoli agricoltori vengono definiti da Ban ki-Moon "il cuore e l'anima della sicurezza alimentare", e per questo invita i governi a sostenerli e ad assicurare loro "terra e riserve di acqua". "Oggi - è il monito di Ban - più di 17mila bambini moriranno di fame. Uno ogni cinque secondi. Sei milioni all'anno. Questo non è più accettabile. Dobbiamo agire". (Fonte ANSA) |
I Ministri dell’Ambiente dei paesi del G8, Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Canada, Russia, assieme a Cina, India, Brasile, Messico, Indonesia, Sudafrica, Australia, Repubblica di Corea, Egitto, con la partecipazione della Repubblica Ceca, Presidenza di turno dell’Unione Europea, della Commissione Europea, della Danimarca in qualità di Presidenza della prossima COP (Convention on Climate Change) e di alcune Organizzazioni Internazionali, si riuniranno a Siracusa su iniziativa della Presidenza italiana del G8.








Il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon dimostra la sua contrarietà all'intesa raggiunta ieri a Singapore da Usa e Cina per limitare il vertice danese solo a un'intesa politica e rimandare quella vincolante sul target delle emissioni a una fase successiva.
17 novembre 2009 - Alla conferenza di Copenaghen sul clima c'è bisogno di un "accordo globale" che getti le fondamenta per un trattato "giuridicamente vincolante" sulla lotta al cambiamento climatico. Il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon, parlando al vertice mondiale della Fao sulla sicurezza alimentare, dimostra la sua contrarietà all'intesa raggiunta ieri a Singapore da Usa e Cina per limitare il vertice danese solo a un'intesa politica e rimandare quella vincolante sul target delle emissioni a una fase successiva.