| L'Europarlamento boccia il nucleare: s? alle fonti rinnovabili |
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Non passa la proposta di considerare l'atomo una tecnologia “ponte” povera di emissioni in grado di agevolare il passaggio alle rinnovabili. Accolto a Strasburgo l'emendamento proposto dai verdi alla relazione di Britta Thomsen di Roberta Polverino
2 ottobre 2007 - Il Parlamento europeo ha bocciato l'idea che l'energia nucleare venga considerata come una tecnologia “ponte” povera di emissioni , in grado di agevolare il passaggio ad una produzione energetica da fonti rinnovabili a basso livello di emissioni. L'emendamento, proposto dal partito dei verdi alla relazione di Britta Thomsen sulle fonti rinnovabili contro la petrolio-dipendenza e l'inquinamento, è stato accolto dagli europarlamentari con 322 voti a favore.
• del paragrafo in cui, parlando delle misure necessarie per limitare l'aumento della temperatura del pianeta, si attribuiva al nucleare la funzione di tecnologia ponte utile per il passaggio ad energie verdi poco inquinanti; • della parte della relazione in cui si chiedeva di investire i proventi economici dell'energia nucleare per favorire efficienza e ricerca energetica delle rinnovabili. I denari ricavati dalla vendita all'asta dei crediti di emissione daranno ossigeno alla ricerca sull'ampio spettro di energie rinnovabili conosciute e su quelle promettenti, ma ancora da sviluppare, come l'energia da osmosi, mareomotrice, del moto ondoso, solare, eolica di altitudine, generata da movimento rotatorio e l'energia generata dalle alghe.
Restando in tema di energia nucleare, lo scorso 10 ottobre 2007 dal Consiglio degli affari mondiali indiano, a New Delhi, il vicepremier e Ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ha speso parole di apertura nei confronti dell'energia nucleare, quale possibile soluzione all' emergenza ambientale . «Ci sarà un revival del nucleare contro l'effetto serra», ma con nuove tecnologie e una maggiore sicurezza. Il nucleare sta quindi tornando. Per molti, ma non per tutti. L'Italia non sarà infatti toccata da questo “revival” . Non è “all'ordine del giorno”, ha replicato D'Alema ai giornalisti che volevano conoscere la linea futura dell'Italia. “Non mi sembra possibile – ha spiegato il titolare della Farnesina - che, ripartendo da zero, possiamo recuperare ciò che non abbiamo fatto negli ultimi 30 anni ”. Si punterà, quindi, su altre fonti alternative, come l' eolico e il solare , come del resto accade in altri Paesi come la Germania.
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