| I cinque principi della Rivoluzione Energetica |
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L’EREC e Greenpeace hanno presentato un dettagliato rapporto sulla Rivoluzione Energetica che potrebbe ridurre quel divario nel consumo di energia che divide i paesi ricchi da quelli in via di sviluppo. di Giuseppe Gazzillo 28 ottobre 2008 - L’EREC (European Renewable Energy Council) e Greenpeace hanno presentato un dettagliato rapporto in cui delineano uno scenario in cui si prevede, entro il 2050, di soddisfare con le fonti rinnovabili oltre il 50% della domanda energetica globale, grazie ad una vera e propria Rivoluzione Energetica. Il rapporto parte dalla considerazione che l’impatto dei cambiamenti climatici è serio e potrebbe diventare catastrofico nel caso non venisse attuata una politica di contenimento dei gas serra. Per tale motivo c’è un crescente interesse nei confronti delle energie rinnovabili, sia perché con esse è possibile ridurre le emissioni nocive, sia perché in questo modo è possibile garantire la crescita economica e il progresso umano. La Rivoluzione Energetica potrebbe, infatti, ridurre quel divario nel consumo di energia che divide i paesi ricchi da quelli in via di sviluppo: per fare un numero, circa 1,6 miliardi di persone oggi non hanno ancora accesso all’elettricità. I principi chiave di questa rivoluzione energetica possono essere riassunti nei seguenti punti: 1. Rispettare i limiti naturali - abbandonare i combustibili fossili per la fine di questo secoloDobbiamo imparare a rispettare i limiti della natura. Non possiamo emettere nell’atmosfera più anidride carbonica rispetto a quella che essa può assorbire. Ogni anno emettiamo più di 25 miliardi di tonnellate di carbonio equivalente: stiamo letteralmente riempiendo il cielo. Le riserve geologiche di carbone possono fornire energia per ancora centinaia di anni, ma non possiamo permetterci di bruciarlo tutto, senza correre gravissimi rischi. Lo sviluppo nell’uso del petrolio e del carbone andrebbe fermato. Lo scenario previsto dalla Rivoluzione Energetica ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 ad un massimo di 10GT (miliardi di tonnellate) entro il 2050 ed eliminare i combustibili fossili entro il 2085. 2. Equità e giustiziaPoiché ci sono limiti naturali che non possono essere superati, c’è la necessità di una equa distribuzione dei costi e dei benefici tra le nazioni, tra le generazioni presenti e quelle future. Da un lato abbiamo un terzo della popolazione mondiale che non ha accesso all’elettricità, mentre i paesi più industrializzati consumano una fetta molto più ampia delle risorse rispetto alla loro grandezza. Gli effetti del cambiamento climatico sulle comunità più povere sono aggravati dalla immensa disuguaglianza nella disponibilità di energia. Per tale motivo la lotta contro i cambiamenti climatici deve essere basata sul principio di equità e giustizia, in modo che i benefici (come la luce, i trasporti, il riscaldamento) siano disponibili per tutti: ricchi e poveri, nord e sud. Solo in questo modo sarà possibile creare una vera sicurezza energetica, così come le condizioni per un autentico benessere umano. Lo scenario ha assunto come obiettivo tecnicamente possibile l’uguaglianza energetica. Entro il 2050 le emissioni di CO2 pro capite dovrebbero essere comprese tra 1 e 2 tonnellate. 3. Mettere a punto soluzioni pulite e rinnovabili e decentralizzare i sistemi energeticiNon esiste un problema di scarsità di energia. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è usare le tecnologie esistenti in modo efficiente. Le energie rinnovabili e le misure per l’efficienza energetica sono pronte, fattibili e sempre più competitive. L’eolico, il solare e le altre fonti rinnovabili hanno avuto una crescita a cifra doppia nel decennio passato. Ora che il cambiamento climatico è reale, lo è anche il settore delle energie rinnovabili. Sistemi di produzione sostenibili e decentralizzati producono meno emissioni di carbonio, sono più economici e diminuiscono la dipendenza dalle fonti fossili. Creano più posti di lavoro e aiutano le comunità locali. Questo è quanto la Rivoluzione Energetica aspira a creare. Per fermare il surriscaldamento globale, la maggior parte delle riserve mondiali di combustibili fossili devono rimanere sotto terra. Il nostro obiettivo per gli esseri umani è vivere all’interno dei limiti del nostro piccolo pianeta. 4. Sganciare la crescita dall’uso dei combustibili fossili.Iniziare dai paesi in via di sviluppo nel separare la crescita economica dall’uso delle fonti fossili. Non necessariamente la crescita economica deve essere conseguita con un incremento della combustione. Abbiamo bisogno di utilizzare l’energia in maniera più efficiente, e abbiamo bisogno di attuare una transizione dai combustibili fossili alla fonti rinnovabili. 5. Mettere fuori uso le fonti sporche e insostenibili.Abbiamo bisogno di mettere fuori uso il carbone e il nucleare. Non possiamo continuare a costruire centrali a carbone, mentre le emissioni rappresentano un reale pericolo per gli ecosistemi e per l’uomo. E non possiamo continuare ad alimentare la proliferazione nucleare pensando che in tal modo sia possibile combattere il cambiamento climatico. Non c’e’ posto per l’energia nucleare nella Rivoluzione Energetica. Scarica il rapporto |



