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G8 Ambiente: su clima 5 nodi, paesi poveri, più impegni |
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Si è concluso il vertice G8 Ambiente di Siracusa, presieduto dal ministro italiano Stefania Prestigiacomo. Nel mirino anche le finanze e la necessità di investire in tecnologie verdi. In primo piano le rinnovabili: solo con le fonti pulite si potranno creare nuovi posti di lavoro e si potra' uscire dalla crisi
25 aprile 2009 - Cinque nodi ancora da sciogliere sul clima ma questa volta i Governi li hanno messi nero su bianco anche se mancano target specifici. E il Brasile propone una petrol-tax del 10% sui proventi dell'industria del petrolio da destinare alla lotta ai cambiamenti climatici. Mentre sulla natura arriva la 'Carta di Siracusa' contro lo scippo della natura. E per la prima volta un appello per la salute dei bambini. Si è chiuso così il vertice 'allargato' dei ministri dell'Ambiente del G8 nella città siciliana. Dalla riunione arriva una 'lista della spesa' per i premier sul fronte emissioni e tecnologie pulite.
Della tre giorni di lavori il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, padrona di casa, si è detta ''estremamente soddisfatta'' sottolineando che servono ''azioni urgenti'' sulla questione clima. ''Abbiamo definito in maniera franca e chiara - ha detto Prestigiacomo - i principi sui quali i capi di stato dovranno spendere tutta la loro leadership'' esprimendo grande condivisione per la scelta della sede a L'Aquila del G8. Target nel breve e medio periodo; target a lungo termine; confrontabilita' degli sforzi fra paesi; finanziamenti; governance internazionale, sono i 5 nodi sul clima. ''Il G8 Ambiente - ha precisato il ministro - non ha assunto decisioni perchè non è la sede. Tutti i ministri hanno condiviso l'impostazione per il sostegno dei paesi in via di sviluppo''. Per il ministro serve investire in ambiente anche in chiave anti-crisi: ''La green economy e' un settore nuovo che puo' aprire spazi di mercato e creare posti di lavoro''. Due i documenti del G8 Ambiente. Il chair summary nel quale viene tracciato il percorso della tre giorni di lavori. Tra le indicazioni garantire l'accesso energetico ai paesi più poveri e l'impegno mantenere entro i due i gradi l'aumento di temperatura in seguito al riscaldamento globale. Ma anche un appello ''forte'' per la salute dei bambini. In tal senso è stata tracciata la strada anti-inquinamento: eliminare il piombo dalla vernice e completamente dalla benzina, collaborare a ricerche e studi sulla salute dei bambini e l'ambiente inclusi gli impatti degli agenti chimici e dei metalli pesanti, dei cambiamenti climatici, e migliorare la conoscenza. Punto chiave del vertice la biodiversita' con l'approvazione della Carta di Siracusa. ''Tutti i ministri del G8 - ha detto Prestigiacomo - sono convinti dell'urgenza di sottoporre ai rispettivi capi di governo la necessita' di intervenire con urgenza''.
Nel mirino del G8 Ambiente di Siracusa anche le finanze e la necessità di investire in tecnologie verdi. In primo piano le rinnovabili: solo con le fonti pulite si potranno creare nuovi posti di lavoro e si potra' uscire dalla crisi, ha sottolineato Achim Steiner, direttore generale del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep). Sulle rinnovabili si è soffermato il ministro Prestigiacomo che ha annunciato che l'Italia sta lavorando ''a una regolamentazione sull'impatto paesaggistico delle pale eoliche. Personalmente - ha detto - io privilegerei i parchi offshore, che si potrebbero realizzare in mare''. Ma il G8 Ambiente di Siracusa è stato anche un'importante occasione di incontro con l'amministrazione Obama. Presente la responsabile dell'agenzia di protezione ambientale americana (Epa), Lisa Jackson che ha sottolineato la politica su energie pulite e di risparmio energetico. Particolare attenzione Jackson ha rivolto alla salute dei bambini. E sul fronte dei rapporti Udsa-Italia il ministro Prestigiacomo il prossimo lunedì 27 aprile parteciperà al Forum sulle maggiori economie di Washington per esporre i contenuti del vertice di Siracusa. Infine da parte delle associazioni luci e ombre dal G8 Ambiente: per il Wwf bene l'impegno sulla green economy ma ora servono i fatti mentre Oxfam International e Ucodep parlano di ''sindrome da primo passo''.
(Fonte ANSA)
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