| Europa: la battaglia contro il riscaldamento globale |
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Nel solo anno 2020 la comunità internazionale dovrà mobilitare 100 miliardi di risorse e investimenti per salvare il pianeta dall’effetto serra. Ed i numeri saranno, nel futuro, anche maggiore. Ma l’obiettivo a cui essi tendono è straordinario: salvare la Terra dal cambiamento climatico che la sta distruggendo. Un ruolo primario dovrà essere giocato, secondo la Commissione Europea, dagli investimenti privati, grazie alla loro capacità di essere remunerativi.
09 settembre 2009 - Nel solo anno 2020 la comunità internazionale dovrà mobilitare 100 miliardi di risorse e investimenti per salvare il pianeta dall’effetto serra. Il conto crescerà gradualmente, ma sarà subito salato. Per mettere in moto l’effetto virtuoso destinato a ridurre di almeno il 20% in dieci anni le emissioni di biossido di carbonio, sarà necessario mettere insieme a livello globale fra i 4 e i 7 miliardi entro il 2012. Nel 2013 la somma salirà a 10 miliardi di euro, dei quali l’Europa sarà responsabile in un misura compresa fra 1,1 e 3,26 miliardi, mentre l’iniziale chip verde dell’Italia oscillerà fra i 140 e 400 milioni. Numeri straordinari, comunque li si giri. Straordinari come l’obiettivo a cui essi tendono: salvare la Terra dal cambiamento climatico che la sta lentamente distruggendo. A meno di tre mesi alla Conferenza sul Clima in programma a Copenhagen la partita entra nel vivo. L’Europa vuole la leadership della lotta al surriscaldamento, l’America di Obama manda segnali concilianti inimmaginabili ai tempi di Bush, le economie emergenti continuano ad essere titubanti. Lo scorso sabato, nel corso della riunione dei ministri economici in formato G20, India e Cina hanno guidato le tigri asiatiche nel rifiuto di prendere impegni chiari sull’ambiente. Bruxelles va avanti lo stesso, vuol dare ancora il buon esempio. Lo ha fatto con il calendario che s’è data; ci riprova mettendo mano alle prospettive di portafoglio. L’esercizio è contenuto in una comunicazione di 33 pagine ancora riservata che la Commissione Ue intende presentare domani in vista del dibattito in Consiglio. Dopo l’intesa al G8 dell’Aquila volta a inchiodare l’aumento massimo della temperatura globale a due gradi in media entro il fatidico 2020, l’esecutivo ritiene «giunto il tempo di rompere l’impasse presentando un piano sulla finanza climatica che massimizzi le possibilità di un successo negli incontri di dicembre ». Attualmente, si fa notare, «i negoziati avanzano a passo di lumaca». Il che non va bene all’Ue, i cui premier e presidenti insistono nel voler essere le lepri ambientaliste del povero vecchio globo. continua a leggere... |
Ogni abitante del nostro paese ricicla solamente due chilogrammi di elettrodomestici. Dato sensibilmente inferiore alla media europea, che vede ogni cittadino dell'Unione riciclare sette chilogrammi. 


09 settembre 2009 - Nel solo anno 2020 la comunità internazionale dovrà mobilitare 100 miliardi di risorse e investimenti per salvare il pianeta dall’effetto serra. Il conto crescerà gradualmente, ma sarà subito salato. Per mettere in moto l’effetto virtuoso destinato a ridurre di almeno il 20% in dieci anni le emissioni di biossido di carbonio, sarà necessario mettere insieme a livello globale fra i 4 e i 7 miliardi entro il 2012. Nel 2013 la somma salirà a 10 miliardi di euro, dei quali l’Europa sarà responsabile in un misura compresa fra 1,1 e 3,26 miliardi, mentre l’iniziale chip verde dell’Italia oscillerà fra i 140 e 400 milioni. Numeri straordinari, comunque li si giri.