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| Energia: UE - da 20% rinnovabili 2.8 milioni di posti di lavoro |
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![]() I benefici delle fonti rinnovabili vanno di pari passo con i benefici economici ed occupazionali. E' quanto ha dichiarato il portavoce del commissario Ue all'Energia. I paesi che sono entrati nell'Unione europea nel 2004 e nel 2007 faranno registrare l'aumento maggiore di nuova occupazione nelle fonti verdi.
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Aperti ieri a L'Aquila i lavori del G8. Contestualmente è stata inaugurata anche la sezione clima-ambiente.









03 giugno 2009 - Le energie rinnovabili fanno bene all'occupazione e all'economia: secondo uno studio della Commissione UE, realizzando l'obiettivo del 20% di fonti verdi entro il 2020, così come previsto dal pacchetto energia, si creano 2.8 milioni di posti di lavoro e si realizza ricchezza pari all'1,1% del Prodotto interno lordo europeo. Secondo lo studio, gli effetti sono positivi anche al netto delle perdite prevedibili in altri settori più tradizionali, con 410 mila nuovi posti di lavoro aggiuntivi e un giro d'affari pari allo 0,24% del Pil europeo nel 2020. ''Le conclusioni dello studio mostrano che i benefici delle rinnovabili, in termini di lotta al cambio climatico e di riduzione della dipendenza energetica della Ue, vanno di pari passo con i benefici economici'', ha commentato Ferran Tarradellas, portavoce del commissario Ue all'energia Andris Piebalgs. Nel 2005, il settore delle fonti rinnovabili ha occupato 1.4 milioni di persone e generato un fatturato di 58 miliardi di euro a livello europeo, con differenze molto significative tra paese e paese. Le biomasse, il vento e le tecnologie idriche sono i comparti più interessanti per la creazione di posti di lavoro. Secondo lo studio della Commissione Ue, saranno i paesi che sono entrati nell'Unione europea nel 2004 e nel 2007 a registrare l'aumento maggiore di nuova occupazione nelle fonti verdi.