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Energia: Legambiente, dal nucleare nessuna innovazione |
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Secondo il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, il nucleare non porta "nessuna innovazione, nè competitività. Solo alti costi, rischi e nessun vantaggio per il clima".
29 luglio 2009 - Con il nucleare "nessuna innovazione, nè competitività. Solo alti costi, rischi e nessun vantaggio per il clima". Lo afferma in una nota il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, rispondendo alle dichiarazioni sul nucleare del presidente dell'Enea Luigi Paganetto rilasciate nel corso della presentazione del rapporto "Energia e ambiente". "Il tempo - aggiunge il presidente di Legambiente - non è una variabile indipendente e continuare ad ignorare che produrre energia dall'atomo in Italia non sarà possibile prima del 2025-2030 è mettere la testa sotto la sabbia. La crisi economica e quella energetica hanno bisogno di provvedimenti immediati, così come l'urgenza di ridurre la CO2 in atmosfera e il nucleare non offre soluzioni a nessuna di queste problematiche. Per non parlare della sicurezza e dei costi".
Legambiente sottolinea quindi che il nucleare "servirà solo alla produzione di elettricità settore responsabile delle emissioni di CO2 per il 18-20 per cento del totale, che non tocca gli altri grandi responsabili, i trasporti e la residenzialità". Sul fronte innovazione "la produzione di energia nucleare nel mondo - scrive Legambiente - è sempre più marginale, una parziale sostituzione di vecchie centrali, tanto che la stessa IEA prevede una riduzione al 2030 di produzione di energia dall'atomo dall'attuale 15% al 9%" mentre per il capitolo competitività "il nucleare non ci libera dalla dipendenza dall'estero e le riserve di uranio sono limitate (si parla di 35-70 anni al massimo)" e le bollette non diminuiranno.
(Fonte ANSA)
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