| Con Obama una nuova politica energetica negli USA |
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![]() Con l’elezione alla Presidenza di Barack Obama, inizia un nuovo corso negli Stati Uniti nel campo dell’energia. di Giuseppe Gazzillo
26 gennaio 2009 - Dopo la presidenza Bush, che si è opposto alla ratifica del Protocollo di Kyoto, il nuovo Presidente promette di invertire rotta e di puntare sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico, per ridurre i rischi di cambiamenti climatici e per mettere fine alla dipendenza americana dal petrolio straniero. Quest’ultimo obiettivo, alla luce della diminuzione della produzione interna , viene ora considerato come una questione di interesse strategico per la nazione. L’obiettivo della Casa Bianca è un taglio dell’80% della CO2 nel 2050 e la fine della dipendenza dal greggio entro 10 anni. In tal modo sarà possibile creare anche 5 milioni di nuovi posti di lavoro, dando un’importante risposta alla crisi economica in atto. Significativa anche la nuova politica nei confronti del settore automobilistico. Entro marzo saranno approvati gli standard di efficienza energetica per i veicoli in vigore dal 2011. Si da inoltre il via libera all'Epa, l'agenzia per l'Ambiente Usa, affinché la California possa fissare i suoi limiti alle emissioni di CO2 della automobili, dopo che il suo predecessore si era sempre opposto a tale decisione. Altri Stati sono inoltre in attesa di adottare provvedimenti analoghi. Con tali decisioni gli USA si pongono alla testa di quella che alcuni hanno già definito come la “green economy”, che consentirà gradualmente di abbandonare le fonti fossili a vantaggio di quelle rinnovabili. |
Legambiente, nel suo rapporto annuale sulla qualità ambientale delle città italiane, ha stilato la classifica delle città. Il dossier ha preso in considerazione diversi parametri ambientali. La migliore città italiana in campo ambientale è Verbania. Male il Sud, con Catania fanalino di coda. 


