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Clima: Presidenza UE, vitale raggiungere accordo a Copenaghen |
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''E' assolutamente vitale raggiungere un accordo a Copenaghen''. E' quanto ha affermato il presidente di turno del Consiglio Ambiente della Ue dopo la due giorni di incontri informali del 14 e 15 aprile con gli omologhi europei, in vista della prossima conferenza Onu di Copenaghen dalla quale dovrà scaturire il nuovo accordo globale salva-clima.
21 aprile 2009 - ''E' assolutamente vitale raggiungere un accordo a Copenaghen''. E' quanto ha affermato il presidente di turno del Consiglio Ambiente della Ue, il ministro dell'Ambiente della Repubblica Ceca, Martin Bursik, dopo la due giorni di incontri informali del 14 e 15 aprile con gli omologhi europei, in vista della prossima conferenza Onu di Copenaghen dalla quale dovrà scaturire il nuovo accordo globale salva-clima. ''Siamo determinati a continuare a guidare il dibattito e ad assicurare un accordo ambizioso, del quale abbiamo disperatamente bisogno per evitare pericolosi cambiamenti climatici'' ha aggiunto Bursik. L'Unione europea, ricorda la presidenza ceca, è la prima e unica regione che ha già adottato misure ambiziose per contrastare i cambiamenti climatici ed ha assunto una posizione dettagliata sul prossimo accordo di Copenaghen. L'Unione europea ha condotto discussioni bilaterali con India, Giappone e Usa, oltre a incontri multilaterali agli ultimi negoziati Onu di Bonn. ''A dispetto delle difficoltà politiche nella Repubblica Ceca - ha precisato Bursik - la presidenza continuerà a fare da guida su questo tema, inclusa la rappresentanza della Ue ai negoziati Onu di giugno, al G8 e altri incontri ministeriali nei prossimi mesi''. Ora i negoziati sul fronte clima stanno entrando in una fase critica: una prima bozza del testo dell'accordo di Copenaghen verrà reso noto a maggio e l'amministrazione Usa sta cominciando ad avanzare verso una sua posizione. ''Ci aspettiamo che altri annuncino presto i loro obiettivi'' ha aggiunto il ministro dell'Ambiente ceco, considerando che la Ue sta incoraggiando i Paesi sviluppati e industrializzati ad accettare il target di una riduzione del 30% di riduzione dei gas serra entro il 2020. Inoltre, per la presidenza di turno ceca ''è evidente che senza il sostegno tecnico e finanziario dei Paesi sviluppati, inclusa Ue, Usa, Giappone e di altri, le economie emergenti come Cina, India e Brasile troveranno estremamente difficile effettuare una transizione verso una economia a basso contenuto di cabonio''. In questo senso ''la posizione della Ue - ha detto Bursik - è chiara: abbiamo intenzione di fare la nostra parte nell'accordo di Copenaghen''.
(Fonte ANSA)
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