| Annuario dei Dati Ambientali 2007 |
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IN AUTO NON SI ARRIVA A KYOTO Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici Italia: seconda, dopo gli Usa, per numero più alto di veicoli per abitante. Piemonte: regione italiana con i migliori indicatori di gestione della qualità dell’aria
18 dicembre 2007 - Il confronto con i trend globali e nazionali scrive in rosso i dati sul riscaldamento medio italiano che appare più marcato rispetto alla media globale. L’Italia continua a soffrire il caldo: dopo un primo calo di 0,6° registrato dal 1961 al 1981, la temperatura segna solo livelli in crescita tracciando un incremento di 1,54° dal 1981 al 2006 e aumentando complessivamente, nel corso degli ultimi 46 anni, di circa 0,94°C.
Non solo: il numero medio di notti tropicali (quelle in cui la temperatura minima non inferiore ai 20°) nel 2006 è stato superiore al valore medio del trentennio di riferimento (1961-1990) e si presenta, rispetto alla media globale, come il quarto più alto degli ultimi 46 anni. Rilevate, dal 1981 al 2006, 21 notti in più rispetto al periodo di riferimento con un incremento netto di 12,5 notti dal 1961 al 2006.
In quindici anni aumentano complessivamente di 62,70 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente (Mt CO2eq.) e passano da 516,85 a 579,55 milioni di tonnellate di CO2 eq, segnando un incremento del 12,1%. In totale le emissioni risultano poco più di 96 milioni di tonnellate superiori a quelle dell’obiettivo di Kyoto.
Con questi valori l’Italia si aggiudica la nona posizione nella classifica dei Paesi con i maggiori livelli di emissioni risultando responsabile dell’ 1,74% delle emissioni complessive provenienti dall’uso dei combustibili fossili. Nel 2006 però la rotta si inverte: le stime preliminari segnalano un’ inversione di tendenza rispetto all’anno precedente. Anche se il valore non è ancora definitivo, il totale delle emissioni italiane si riduce dell’1,5%.
Che si tratti di persone o di merci, in Italia si viaggia principalmente su strada. Nel 2006, rispetto al 1990, aumenta del 29% il trasporto stradale privato che arriva a costituire l’ 81,2% della domanda di trasporto passeggeri (di cui solo le autovetture il 75,3%). Vertiginosa crescita registrata nel campo del trasporto merci dal 1990 al 2005 che in quindici anni supera il 30%.
Il rimanente 4% è relativo al trasporto dei combustibili nelle condotte di distribuzione. Gli italiani, dunque, non abbandonano le auto che si confermano mezzo principale di spostamento: il Belpaese è in prima posizione tra quelli europei con il più alto numero di veicoli per abitante (compresi motocicli e vetture commerciali). A livello mondiale solo gli USA hanno un tasso di motorizzazione più elevato. E’ il secondo invece, battuto solo dal Lussemburgo, nella classifica delle nazioni con il numero più alto di autovetture circolanti in base alla popolazione residente.
Inquinamento atmosferico e acustico, consumi energetici e rifiuti si confermano ancora i mali più gravi del Paese, mentre restano per lo più stazionari i consumi di acqua, che migliora invece in termini di qualità. Situazione positiva anche per la biodiversità e in particolare per la quantità di superficie territoriale coperta da bosco che, fino al 2006, si rivela in costante aumento.
Continua a essere superato il numero di giorni/anno stabiliti dalla legge per il PM10; nel 2006, infatti, alcune città hanno esaurito i 35 giorni consentiti già entro la prima metà di Febbraio. Il Nord in particolare “ non respira” e si conferma come la situazione più critica del Paese. A livello generale si “alzano i volumi” e aumenta l’inquinamento acustico dovuto al traffico stradale, ferroviario e aereo, mentre la tipologia di sorgente ritenuta fortemente disturbante per eccellenza dai cittadini, rimane quella relativa alle attività commerciali e di servizio. Crescono anche i consumi di energia nazionali, mentre il primato per la regione più “energivora” d’Italia, spetta alla Lombardia.
Si producono sempre più rifiuti sia per quanto riguarda la produzione totale, sia per quelli urbani e non decolla la raccolta differenziata che rimane molto diversificata passando da una macroarea geografica all’altra. Diversa, invece, la situazione ecologica dei nostri fiumi, che rientrano nelle classi “Ottima e Buona” e non particolarmente critica quella dei nostri laghi che si guadagnano un giudizio compreso tra “Sufficiente e Ottimo”.
Inoltre, grazie alle attività di forestazione e di espansione naturale del bosco, cresce il coefficiente di boscosità, anche se questo trend è stato contrastato dal numero elevato di incendi registrati nei primi otto mesi del 2007. L’Italia, infine mantiene la leadership europea per numero di aziende biologiche e per superficie interessata, seguita dalla Germania e dalla Spagna.
Di seguito riportiamo alcuni Rapporti scientifici di sintesi sui cambiamenti climatici elaborati dall'APAT:
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L’annuario dei dati ambientali 2007, edito dall’APAT, che ogni anno mette a fuoco lo stato dell’ambiente nazionale, punta i fari sul sistema dei trasporti italiano che, fino al 2005, continua a percorrere una strada in controtendenza con la sostenibilità ambientale e si conferma, anche per il 2007, come fonte principale di emissioni in atmosfera. Illustrato dal Commissario straordinario dell’APAT Giancarlo Viglione, alla presenza del Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e dei Presidenti delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato, Ermete Realacci e Tommaso Sodano, anche nella sua sesta edizione l’Annuario dell’Agenzia passa l’ambiente ai “raggi x” evidenziando chiari e scuri, per un’esatta diagnosi e cura.
