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Ambiente: domani l'ecomostro dell'isola di Palmaria fra le polemiche |
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Sarà abbattuto nella giornata di domani l'ecomostro dell'isola Palmaria, uno dei peggiori d'Italia. Tra polemiche politiche e la felicità di Legambiente, che ha deciso di stampare, per l'occasione, una maglietta celebrativa.
21 maggio 2009 - Venerdì mattina alle 10 lo 'scheletrone' dell'isola Palmaria, davanti a Porto Venere, nello spezzino, sarà abbattuto. Ma sulla demolizione di quello che Legambiente ha inserito fra i peggiori ecomostri d'Italia (lo scheletro - appunto - in cemento armato di quello che avrebbe dovuto essere un residence, poi abortito negli anni '70), esplodono polemiche politiche incendiate dalla campagna elettorale.
Autorizzato il 30 agosto 1968 come hotel a gradoni, con piscina e ristorante, lo 'scheletrone' è rimasto da allora solo una orrenda impalcatura in cemento armato: una ferita aperta nel fianco dell'isola che fa parte di quel patrimonio dell'umanità che l'Unesco ha voluto celebrare e intollerabile per la sensibilità ambientale. Allora, invece, la grande costruzione a gradoni infilata nel fianco della Palmaria era stata autorizzata anche dalla Soprintendenza ai monumenti della Liguria. In più di quarant'anni ha subito, a rotazione, sequestri e dissequestri.
Negli anni '80 ha rischiato che decidessero di costruirci sopra, diventando così un brutto residence. E negli anni '90 è stato al centro di un progetto che ne prevedeva una demolizione parziale. Oggi tutti sono concordi sull'abbattimento di quelle file di cubicoli sovrapposti, abbattimento già finanziato con due milioni di euro dalla Regione Liguria, dalla Soprintendenza e dal ministero ai Beni Culturali. A far detonare, è il caso di dire, la polemica politica è stato il giorno scelto per l'abbattimento, che sarà - oltre che un intervento necessario - un grande evento mediatico. Il giorno è venerdì 22 maggio, molto vicino alla tornata elettorale delle Europee. Il centrodestra, con il consigliere ligure Gigi Morgillo, parla di speculazione ma ascrive alla sua corrente tutti i meriti dell'operazione. E poi, sostiene, esiste una diffida della proprietà ad abbattere lo scheletrone prima del 10 giugno: pertanto annuncia un esposto alla Corte dei Conti a fronte dell'anticipazione della data. Il consigliere comunale di centrodestra a Porto Venere, Fabio Cozzani, chiede così le dimissioni del sindaco Massimo Nardini: con lo scheletrone vorrebbe cadesse anche la giunta comunale. Il centrosinistra, però, ribatte punto su punto. Il presidente della Regione, Claudio Burlando, e il sindaco Nardini, ribadiscono che ''l'esplosione ci sarà'', come da programma, perchè è legittima. ''Morgillo usa questa vicenda all'unico scopo di sviluppare l'ennesima iniziativa politica strumentale contro l'amministrazione regionale'' tuona Burlando. ''Siamo nella piena legalità - afferma il primo cittadino di Portovenere - non perderemo un minuto di più''. Le riunioni operative sono state frenetiche: ma i buchi nei fianchi dello scheletroni che ospiteranno il tritolo sono già fatti. Basta solo dare il via. ''E l'isola tornerà a rinascere'' dice il sindaco. Tutti, dunque, rivendicano il merito della demolizione: in primis Legambiente: così felice che ha deciso di stampare, per l'occasione, una maglietta celebrativa.
(Fonte ANSA)
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