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| Ambiente: Greenpeace e Legambiente contro Porto Tolle |
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![]() Con un blitz presso il ministero dell'Ambiente, Greenpeace e Legambiente hanno protestato contro la riconversione a carbone della centrale termoelettrica Enel di Porto Tolle.
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30 aprile 2009 - ''No al carbone''. Questa la scritta troneggiante da uno striscione di 9 metri che Greenpeace e Legambiente hanno srotolato, con un blitz, dalle finestre del ministero dell'Ambiente. Una protesta nata per dire no alla riconversione a carbone della centrale termoelettrica Enel di Porto Tolle in occasione del voto odierno in plenaria della Commissione VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale) del ministero. Oltre allo striscione è stata innalzata una ciminiera fumante sul marciapiede e distribuiti volantini al presidente e ai membri della Commissione Via. ''Il via libera alla riconversione della centrale - affermano le due associazioni - regalerà all'Italia altri 10 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, contro gli obiettivi europei per la riduzione delle emissioni entro il 2020''. Non solo: ''Il voto odierno -continuano- va in direzione opposta a quanto annunciato dal ministro Prestigiacomo qualche giorno fa al G8 Ambiente di Siracusa''. La centrale di Porto Tolle, ricordano infine, sorge nel mezzo di un parco naturale patrimonio dell'UNESCO e la riconversione, con il passaggio di 3000 chiatte all'anno per portare il carbone all'impianto, avra' un impatto devastante per il delicato ambiente del Delta del Po.