| Energia geotermica di nuova generazione |
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L'energia geotermica nasce dalla produzione di calore della Terra rilasciato in processi di decadimento nucleare di elementi radioattivi quali l'uranio, il torio e il potassio, contenuti naturalmente all'interno della terra. di Giuseppe Gazzillo 10 giugno 2008 - Una delle problematiche principali delle fonti rinnovabili come l’eolico e il solare è la loro intermittenza. Questo problema rappresenta un limite per la crescita del contributo di tali fonti al soddisfacimento del fabbisogno energetico, almeno fino a quando non si troverà un modo conveniente per accumulare l’energia prodotta nei periodi in cui l’offerta supera la domanda. ![]() In Italia, però, complice una favorevole configurazione geologica, è presente un’altra importante fonte rinnovabile, utilizzata ormai già da un secolo, che fornisce energia nell’arco dell’intera giornata: l’energia geotermica. Essa si basa sulla produzione di calore della Terra rilasciato in processi di decadimento nucleare di elementi radioattivi quali l'uranio, il torio e il potassio, contenuti naturalmente all'interno della terra. Dall'inizio del novecento l'Italia sfrutta il calore della Terra per produrre energia elettrica tramite la realizzazione di centrali elettriche geotermiche capaci di sfruttare la forza del vapore: a Larderello, in Toscana, si trova il primo impianto geotermico costruito al mondo. Negli impianti di questo tipo il vapore che si utilizza proviene direttamente dal sottosuolo: viene semplicemente catturato per mezzo di pozzi, depurato da eventuali gas nocivi, utilizzato per azionare le turbine che producono elettricità, condensato e infine reimmesso in profondità. I luoghi al mondo in cui si verifica tale “miracolo” della natura non sono molti: tra questi vi è sicuramente l’Islanda, che grazie all’abbondanza di questa risorsa si avvia a diventare il primo paese al mondo alimentato da sole fonti rinnovabili. Scienziati di tutto il mondo stanno ora cercando di ampliare il campo di applicazione di tale tecnologia, sfruttando le molte aree del pianeta dove vi sono rocce calde ma non c’e’ la contemporanea presenza di acqua in profondità. Uno degli approcci usati (ad esempio a Soultz, in Francia) è quello di iniettare attraverso delle perforazioni acqua nelle rocce calde, fratturandole, in modo da aumentare la superficie di scambio fluido-solido. L’acqua surriscaldata viene poi riportata in superficie ed utilizzata per fornire l’energia termica necessaria al funzionamento delle centrale. Altri studiosi invece, come quelli riuniti nell’Associazione Italiana Sistemi Geotermici Avanzati, stanno tentando di portare avanti un diverso approccio, per sfruttare il grande potenziale geotermico del nostro paese. L’idea e’ quella di sfruttare il know-how italiano nel campo delle perforazioni petrolifere e dell’energia geotermica per realizzare dei sistemi a “circuito chiuso” in cui, attraverso delle tubazioni sotterranee opportunamente dimensionate, un fluido di scambio sottragga il calore nel sottosuolo al fine di utilizzarlo nelle centrali appositamente realizzate per produrre elettricità, in modo costante nell’arco della giornata e a costi che, secondo le prime simulazioni effettuate, dovrebbero essere inferiori a quelli delle altri fonti primarie, nucleare incluso. |



