| Il passo del gambero sull'energia |
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![]() Un nuovo interesse nei confronti dell’energia nucleare: questa scelta ora lascia molto dubbi, non solo dal punto di vista ambientale ma anche sotto quello della convenienza, dei costi e dell’opportunità. 03 ottobre 2008 - L’incremento dei costi delle fonti tradizionali ha portato ad un nuovo interesse nei confronti dell’energia nucleare. Mentre Enel si dichiara pronta ad investire 20 miliardi nei prossimi anni su questa forma di energia, restano molti dubbi sulla effettiva e concreta convenienza nella scelta operata dal governo di puntare nuovamente su questa fonte, abbandonata dopo il referendum del 1987. Vediamo di capire però per quale motivo questa scelta ora lascia molti dubbi, non solo dal punto di vista ambientale ma anche sotto quello della convenienza, dei costi e dell’opportunità. L’industria nucleare civile ha ormai oltre 50 anni, senza che per il momento siano sopraggiunti miglioramenti, sia dal punto di vista della sicurezza, sia da quello dei costi, sia da quello tecnico. Ecco perché in Europa e nel mondo quasi nessuno attualmente sta costruendo nuove centrali nucleari, troppo alti sono i costi e i tempi per costruirle, considerando poi che magari fra dieci anni esse saranno, si spera, superate dall’innovazione tecnologica nel settore. Negli Stati Uniti una recente ricerca ha dimostrato che il costo di costruzione di una centrale nucleare si aggira intorno ai 2 miliardi di euro. Secondo i calcoli effettuati dagli esperti del Governo però risulterebbe che oggi il costo di una centrale dovrebbe aggirarsi intorno ai 3,5 miliardi di euro, se tutto va bene ovviamente. ![]() In India, che è uno dei pochi paesi che ora sta costruendo nuove centrali, i costi sono aumentati del 300% rispetto al budget iniziale. E d’altra parte, secondo uno studio condotto dal Consiglio mondiale dell’energia (WEC) in tutto il mondo i tempi per la costruzione di una centrale nel periodo compreso fra il 1995 e il 2000 sono aumentati dai 66 mesi previsti ai 116 mesi. Ecco perché attualmente in tutto il mondo ci sono solo 22 centrali in costruzione di cui 17 solo in Asia. Per 5 di queste la costruzione è iniziata oltre 20 anni fa. L’industria sta provando nuovi reattori più moderni ed efficienti, ma la strada da compiere in questo senso sembra ancora piuttosto lunga. Bisogna poi chiarirsi sulla sua reale convenienza, considerando gli alti costi di smaltimento delle scorie, i problemi legati agli incidenti e la resa di questi reattori di vecchia generazione. Per i motivi sopraelencati insomma appare forse più corretto ed economico, a causa del ritardo ormai accumulato e difficilmente recuperabile in tempi brevi, puntare con maggiore convinzione sulle energie rinnovabili, che non necessitano di tempi lunghi per la costruzione degli impianti (5 mesi circa per la costruzione di un parco fotovoltaico da 1MW) che presentano diversi vantaggi:
Il Governo a parole sembra voler puntare molto anche sulle rinnovabili, come ha recentemente detto il Ministro dell’Ambiente e come oltre tutto imporrebbe il protocollo di Kyoto, ma il suo obiettivo prioritario sembra essere proprio quello della costruzione di nuove centrali nucleari (l’investimento in R&S sul nucleare è ancora oltre il doppio rispetto a quello sulle rinnovabili). Questa operazione appare come una sorta di passo del gambero del nostro paese, rispetto invece ad altri paesi come Germania e Spagna che hanno con decisione puntato da tempo su energie rinnovabili, come sole e vento. |




