| Dal genio di Archimede... |
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![]() ... ai pannelli solari a concentrazione di Alessandra Di Cesare 07 ottobre 2007 - Monumentali impianti utilizzano specchi riflettenti per concentrare raggi solari verso un ricevitore e riscaldare un liquido termovettore, sprigionando energia termica e quindi elettrica. I cosiddetti pannelli solari a concentrazione si elevano oggi a baluardo tecnologico innovativo. Molti non sanno però che le origini di tali sistemi sono riconducibili a storie che si perdono in un tempo lontano. Era il 212 a.C. quando specchi diedero fuoco alla flotta romana durante l’assedio di Siracusa. Ce ne parla Galeno, Cassio Dione Cocceiano, ma anche i bizantini Giovanni Zonara, Giovanni Tzetzes ed il barone Von Riedesel. ![]() Gli specchi ustori di Archimede di Siracusa vengono descritti come composti da una serie di almeno 24 specchi piani orientati in modo opportuno. Disposti in una figura esagonale su un graticcio ruotante, convergono in uno specchio centrale. Il raggio solare riflesso sull’obiettivo sarebbe stato in grado di bruciare il legno delle navi romane. Ad oggi il metodo di concentrazione dei raggi solari applicato nella centrale sperimentale Archimede nei pressi di Siracusa sembra consacrare il principio, l’eureka del grande inventore, legando la storia alla scienza, prolungando il curioso filo del destino di un invenzione quasi leggendaria. |
Il presidente americano parteciperà alla Conferenza sul Clima che si terrà il mese prossimo a Copenaghen proponendo un taglio delle emissioni di CO2 del 17% entro il 2020, con la prospettiva di abbatterle dell’83% entro il 2050. Un traguardo considerato insufficiente dalle associazioni ambientaliste, ma forse l’unico per trovare il consenso di tutta la comunità internazionale. Cina esclusa. Il paese del Dragone, infatti, ha ribadito, dal canto suo, che non intende sacrificare lo sviluppo per tagliare le emissioni di CO2.


