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Dal vento energia pari a 40 volte il consumo mondiale |
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Una rete di turbine della capacità di circa 2,5 MW, sparse in tutto il mondo e posizionate secondo precisi vincoli ambientali e operanti ad appena il 20 per cento della loro capacità, produrrebbe un quantitativo di energia pari a oltre 40 volte il consumo globale corrente di elettricità, oltre cinque volte il consumo globale di energia in tutte le sue forme. Ad esempio l'energia prodotta nel nostro paese soddisferebbe quasi la totalità del fabbisogno interno. A tali risultati sono arrivati gli studiosi della School of Engineering and Applied Sciences, dell’Harvard University di Boston.
22 luglio 2009 - Per comprendere il reale potenziale dell’energia del vento, basti pensare che l’energia eolica prodotta con un sistema di turbine posizionate su territori non soggetti a vincoli paesaggistici e ambientali potrebbe essere sufficiente a coprire il fabbisogno del mondo intero. E non una volta sola, ma ben 40. E questo con buona pace di coloro che sostengono che le turbine eoliche violentano la bellezza dei paesaggi italiani. Utopia?
La risposta è nei calcoli effettuati da un team di studiosi della School of Engineering and Applied Sciences, dell’Harvard University di Boston capitanati da Michael McElroy: i dati sono contenuti nello studio “Global potential for wind-generated electricity”, pubblicato a fine giugno sui Proceedings of the National Academy of Sciences, e da essi risulta che l’obiettivo di soddisfare il fabbisogno elettrico terrestre ( e per più volte) solo con l’eolico non solo è raggiungibile, ma è addirittura frutto di una stima prudenziale.
Considerando, infatti, la produzione di una rete di turbine della capacità di circa 2,5 MW, sparse in tutto il mondo e posizionate secondo precisi vincoli ambientali (ovvero, nei territori non forestali, dove non ci sono ghiacciai e in aree non urbane), e operanti ad appena il 20 per cento della loro capacità, si ottiene come risultato un quantitativo di energia pari a oltre 40 volte il consumo globale corrente di elettricità, oltre cinque volte il consumo globale di energia in tutte le sue forme. Il che corrisponde a un potenziale di ben 3,4 miliardi di MW, calcolato considerando i venti che si possono sfruttare in queste condizioni sulla superficie del pianeta.
Il calcolo è stato effettuato sulla base di simulazioni dei campi di vento utilizzando dati forniti dal sistema Goddard Earth Observing System Data Assimilation System (GEOS-5 DAS): sezionando il globo in aree di approssimativamente 3300 chilometri quadri ciascuna, i ricercatori hanno calcolato la velocità dei venti in aree non urbane, non forestali e senza ghiacci. Si tratta di analisi condotte in maniera capillare, sfruttando le rilevazioni di 8.199 stazioni meteo concentrate prevalentemente negli Stati Uniti, Asia, Africa Europa e Sud America. Che, tuttavia, non possono fornire una rappresentazione esaustiva dell’energia eolica contenuta nel pianeta, ma solo un’approssimazione per difetto. I parametri considerati sono la velocità dei venti, la densità dell’aria, la distanza tra le turbine e la dimensione delle loro eliche. Nello studio vengono presentate anche stime ottenute considerando una rete di turbine da 3,6 MW installate nel mare a profondità inferiori a 200 metri e nel raggio di circa 92 chilometri dalla costa.
Per esempio, McElroy e compagni calcolano che l’energia prodotta nei soli Stati Uniti basterebbe a soddisfare 16 volte il fabbisogno del Paese, quella prodotta in Cina 18 volte la domanda della Repubblica popolare, quella prodotta in Italia 0,8 volte il fabbisogno italiano, quasi la totalità, dunque. E questo considerando solo l’eolico sulla terra ferma.
Cosa fare dell’energia in eccesso? Secondo gli studiosi, disporre di un surplus farebbe intanto scendere il costo unitario di ogni singolo kilowatt, rilanciando settori ancora oggi “poco produttivi” o comunque “economicamente poco interessanti”, come ad esempio quello delle auto elettriche.
(Fonte ZEROEMISSION.TV)
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