| Inquinamento atmosferico: guerra allo smog |
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Un altro inverno di fumi è arrivato. Come ci si può difendere? Fra mascherine antiparticolato e piante testate dalla NASA, una breve guida per sopravvivere ai tubi di scappamento. di Roberta Polverino
Dicembre 2007 - Ottomila decessi l'anno a causa delle polveri sottili. In Italia di smog si muore veramente: lo afferma l'Oms (Organizzazione Mondiale della sanità) e basta dare un'occhiata alle tabelle relative ai livelli di PM10 nelle maggiori città italiane per comprendere la gravità del problema.
In uno studio condotto da Legambiente, infatti, risulta che in 74 capoluoghi di provincia nei primi cinque mesi del 2007, il 60% delle città aveva già superato i limiti fissati dalla normativa europea - 35 giorni l'anno oltre la concentrazione di 50 microgrammi per metro cubo - con ben 9 capoluoghi (tra questi Venezia, Torino e Roma) che avevano addirittura "doppiato" il limite fissato dall'UE.
Per il Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche), sono circa 8 milioni gli italiani che vivono in zone ad alto rischio ambientale e lo smog uccide in media 8.220 persone l’anno nelle 13 maggiori città italiane, a causa dell’alta concentrazione di polveri sottili: il che equivale al 9% della mortalità per gli over 30, incidenti stradali a parte.
Sono i dati allarmanti che emergono dalla relazione sullo stato delle conoscenze in tema di ambiente e salute redatta dal Cnr, presentata lo scorso 5 giugno 2007 alla Camera dei Deputati alla presenza del presidente della Commissione Ambiente Ermete Realacci e di numerosi ricercatori. La relazione, pensata come un contributo all’indagine conoscitiva sulle conseguenze ambientali provocato dall’inquinamento urbano e dallo smaltimento dei rifiuti della Commissione Ambiente, riporta i dati principali dell’inquinamento in Italia:
Solo i 54 siti nazionali interessano una popolazione che va dai 6,4 agli 8,6 milioni di persone, a seconda se si considerino o no i comuni di Milano e Torino. Con oltre 8.000 morti all’anno, che aumentano a dismisura se si aggiungono i moltissimi centri urbani di minori dimensioni ma con un forte inquinamento da traffico, e quelli ancora più piccoli ma ubicati in aree inquinate, come la Pianura Padana.
![]() "L’attuale situazione in materia di qualità dell’aria in aree urbane e industriali - si legge nel rapporto - è particolarmente grave per quanto riguarda le polveri, l’ozono, i metalli pesanti. Per tali inquinanti, soprattutto nei grandi centri urbani, si registrano spesso superamenti dei valori limite stabiliti dalla legge". In particolare, i dati riferiti alle maggiori città indicano che oltre il 60% degli ossidi di azoto è dovuto alle emissioni da traffico, così come oltre il 90% del monossido di carbonio. Le automobili sono responsabili anche del 75% delle emissioni di benzene su scala nazionale, di cui oltre il 65% originate in aree urbane.
Qual è la soluzione? Puntare sulla mobilità sostenibile. Ma in attesa che la politica prenda in mano la situazione che cosa possiamo fare concretamente? E' davvero possibile difendersi dallo smog? Oggi non è più così raro, soprattutto nelle grandi città, incontrare ciclisti e motociclisti dotati di mascherina antismog.
Claudio Donner, presidente dell'Aimar (Associazione interdisciplinare per lo studio delle malattie respiratorie), afferma - "le mascherine antismog sicuramente sono un'ottima difesa contro le particelle grossolane, come il benzene, gli ossidi di azoto, l'anidride solforosa e alcune tipologie di allergeni; fino al PM10 protezioni del genere svolgono un buon lavoro, ma sotto questa soglia iniziano i problemi".
Insomma, scegliere la mascherina giusta può essere un piccolo passo ma non sufficiente.
La guerra allo smog può continuare anche con altre "armi"; in casa, ad esempio, con un piccolo accorgimento: scegliere piante che puliscono l'aria. Un rimedio che rende più elegante gli interni ma è anche efficace nell'assorbimento del benzene.
Di seguito riportiamo alcuni articoli di approfondimento sul tema:
Buona lettura.
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