| Arriva la talpa salva acquedotti. "Nuota" nei tubi e svela le perdite. |
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E' stato sviluppato dal Politecnico di Torino un progetto che consente di limitare gli sprechi d'acqua, grazie alla tecnologia senza fili. Si tratta della "talpa d'acqua", un dispositivo in grado di "nuotare" nelle condutture dell'acqua e "ascoltare" ogni piccola perdita, per poi "comunicare" i suoi rilevamenti tramite onde radio. 19 novembre 2009 - Un dispositivo in grado di "nuotare" nelle condutture dell'acqua e "ascoltare" ogni piccola perdita, per poi "comunicare" i suoi rilevamenti tramite onde radio. Sembra fantascienza, ma non lo è. Si tratta della "talpa d'acqua", strumento ad alta tecnologia sviluppato dagli iXem Labs del Politecnico di Torino e premiato con un milione di euro dallo Stato del Qatar. L'invenzione, infatti, ha tutte le carte in regola per trasformarsi in un prodotto vincente: è "eco-friendly", "social-oriented" e poco costosa (cosa che non guasta mai). Il principio di base è quello del wireless, da anni al centro delle ricerche del team torinese. L'innovazione, in questo caso, consiste nell'utilizzare la potenza delle onde radio per risolvere la piaga degli sprechi di acqua potabile. Un problema molto diffuso in tutto il mondo, che rappresenta un significativo fattore di costo ambientale.Goccia a goccia, ogni giorno notevoli quantità di acqua potabile si perdono per strada, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. Guasti, buchi, superfici interrotte che rimangono tali per anni, senza che nessuno riesca a fermare le perdite di questo enorme patrimonio. Secondo Daniele Trinchero, professore al Politecnico di Torino, in Italia i conti dell'acqua "non tornano". "La stima nazionale di acqua non contabilizzata è di circa il 58 per cento", spiega Trinchero. In questa percentuale si inseriscono diversi fattori: da un lato ci sono le perdite nella rete di distribuzione, dall'altro ci sono le rotture negli allacciamenti finali, i furti d'acqua e i problemi legati alla presenza di contatori vecchi o malfunzionanti. "In media, però, il 30-35 per cento dell'acqua si perde a causa di guasti alle tubature - prosegue Trinchero - in misure diverse a seconda dell'acquedotto". Negli ultimi anni, poi, all'impatto ambientale si è aggiunto anche il costo economico, che si sta facendo sentire in tutti i paesi del mondo. A causa del riscaldamento climatico, infatti, le risorse idriche di base si stanno progressivamente impoverendo, e questo fa dell'acqua un bene ancora più prezioso. Intervenire per riparare le perdite non è facile: può essere molto costoso e i risultati, fino ad ora, non sono assicurati. Per questo, nella maggior parte dei casi, si preferisce ignorare il problema, a meno che l'emorragia non sia talmente grande da poter andare a colpo sicuro. I tubi, infatti, scorrono sotto terra, spesso lungo percorsi non noti. Scavare "alla cieca" non conviene a nessuno, né in aperta campagna (dove i costi dei lavori sono maggiori), né tanto meno in città (dove il rischio è quello di intasare il traffico per nulla). |



E' stato sviluppato dal Politecnico di Torino un progetto che consente di limitare gli sprechi d'acqua, grazie alla tecnologia senza fili. Si tratta della "talpa d'acqua", un dispositivo in grado di "nuotare" nelle condutture dell'acqua e "ascoltare" ogni piccola perdita, per poi "comunicare" i suoi rilevamenti tramite onde radio.
19 novembre 2009 - Un dispositivo in grado di "nuotare" nelle condutture dell'acqua e "ascoltare" ogni piccola perdita, per poi "comunicare" i suoi rilevamenti tramite onde radio. Sembra fantascienza, ma non lo è. Si tratta della "talpa d'acqua", strumento ad alta tecnologia sviluppato dagli iXem Labs del Politecnico di Torino e premiato con un milione di euro dallo Stato del Qatar. L'invenzione, infatti, ha tutte le carte in regola per trasformarsi in un prodotto vincente: è "eco-friendly", "social-oriented" e poco costosa (cosa che non guasta mai). Il principio di base è quello del wireless, da anni al centro delle ricerche del team torinese. L'innovazione, in questo caso, consiste nell'utilizzare la potenza delle onde radio per risolvere la piaga degli sprechi di acqua potabile. Un problema molto diffuso in tutto il mondo, che rappresenta un significativo fattore di costo ambientale.